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Sulle Alpi scoperte dal Muse le impronte di un coccodrillo preistorico lungo 4 metri

gio 14 gen 2021 12:01 • Dalla redazione

I rettili vissero dopo la grande estinzione di massa

Impronte fossili dalla forma inedita, lasciate 250 milioni di anni fa da grandi rettili preistorici simili a coccodrilli, sono state trovate sulle Alpi occidentali a 2.200 metri di quota, nella zona dell'Altopiano della Gardetta in provincia di Cuneo: impresse pochi milioni di anni dopo la più severa estinzione di massa della storia, dimostrano che quest'area non era totalmente inospitale alla vita come ipotizzato finora. La scoperta è pubblicata sulla rivista Peer J da geologi e paleontologi del Muse (Museo delle Scienze di Trento), dell'Istituto e Museo di Paleontologia dell'Università di Zurigo e delle Università di Torino, Roma Sapienza e Genova.

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"Tra le varie impronte di rettili rimaste impresse nella roccia quarzarenite, abbiamo trovato in particolare tre passi consecutivi, ovvero tre coppie di orme di zampe anteriori e posteriori lunghe circa 30 centimetri ed eccezionalmente conservate: si vedono perfino i cuscinetti carnosi presenti sotto le falangi - spiega Fabio Massimo Petti, esperto di orme fossili del Muse e primo autore dello studio -. Questo ci ha permesso di ricostruire lo scheletro degli arti, appartenenti probabilmente a un rettile arcosauriforme vagamente somigliante a un coccodrillo e lungo almeno 4 metri". L'animale stava probabilmente camminando sui fondali fangosi di un'antica linea di costa marina in prossimità di un delta fluviale.

"Nel Triassico inferiore quest'area si trovava in prossimità dell'equatore - precisa Petti -. La mancanza di scheletri fossili aveva fatto ipotizzare che la zona fosse inospitale e che gli animali sopravvissuti all'estinzione di massa di fine Permiano fossero migrati verso altre latitudini: le nuove impronte, però, smentiscono questa teoria". 



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