Skin ADV

Concessioni idroelettriche: è scontro

ven 22 gen 2021 12:01 • Dalla redazione

Il Governo impugna la legge provinciale. Tonina rivendica Autonomia

Anche le valli del Noce guardano con interesse alla partita sulle grandi derivazioni idroelettriche che si è aperta tra il Governo nazionale e la Provincia. Da un lato, c’è l’impugnativa del Governo della legge provinciale 9/2020 sulla riassegnazione degli impianti idroelettrici. Dall’altro c’è l’amministrazione provinciale che, per voce del vicepresidente e assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonia, rivendica “il diritto di gestire le grandi derivazioni idroelettriche nell’interesse dei territori, delle comunità, dell’ambiente”.

Il ricorso per legittimità costituzionale promosso dal Governo Conte è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 20 gennaio. La normativa trentina, nel modificare la legge provinciale 4 del 1998 in particolare per quanto riguarda le modalità e le procedure di assegnazione delle concessioni, secondo il Governo “avrebbe ecceduto rispetto alle competenze riconosciute alla Provincia dallo Statuto speciale di autonomia” e violato l’art. 117, primo comma della Costituzione, che impone il rispetto del diritto europeo, e in particolare il principio della libertà di concorrenza per il mercato”.

“L’impugnativa del Governo della legge provinciale in materia di riassegnazione delle grandi derivazioni idroelettriche non ci ha colto impreparati, considerato che finora Roma ha impugnato quasi tutte le leggi regionali emanate – ha affermato Tonina, in un comunicato stampa -.

Living Immobiliare

Tuttavia, il Trentino è in una posizione diversa, perché l’Autonomia speciale gli attribuisce sul tema una competenza primaria. Si tratta, come noto, di una competenza che ci è molto cara, che rivendichiamo con orgoglio e che vogliamo esercitare pienamente, considerata la storia che le centrali idroelettriche hanno alle spalle, l’impatto che hanno prodotto nelle nostre valli, l’importanza che tutt’oggi rivestono per i territori interessati, per le comunità e per i delicati equilibri ambientali in gioco. Il Trentino è pienamente in grado di gestire in maniera responsabile e avveduta questa straordinaria risorsa; per questo con la nostra legge abbiamo previsto nel dettaglio i requisiti tecnici che i nuovi gestori dovranno possedere. Vogliamo avere la certezza di affidare le future concessioni a soggetti particolarmente qualificati, che offrano precise garanzie rispetto all’esigenza di tutelare gli interessi generali in gioco: economici, ambientali, sociali”.

In Trentino il patrimonio idroelettrico si concretizza in 34 centrali di produzione idroelettrica, gestito attraverso 17 concessioni che scadranno alla fine del 2022, ad eccezione di quella legata alla diga di Santa Giustina in Val di Non che è già scaduta nel 2018. 

Le reazioni. Nel frattempo, sulla questione intervengono anche i sindacati. In una dichiarazione stampa, il segretario della Uil del Trentino Walter Alotti invita la Provincia a estromettere i privati da Dolomiti Energia e di evitare così la messa a gara delle concessioni. “Come per la A22 la Giunta Fugatti pare si incaponisca nella difesa degli azionisti privati, la cui presenza impedisce un affidamento “in house” delle concessioni a società pubbliche territoriali, evitando le gare per le relative concessioni –commenta il segretario -. Viene da pensare anche in questo caso che si vogliano tutelare interessi privati, piuttosto che pensare a mettere in sicurezza il patrimonio economico, finanziario e industriale del Trentino. Riguardo all’energia inoltre è di oggi la notizia che A2A, la fortissima multiutility lombarda, concorrente di DE, rilancia e non guarda neppure più ad aggregazioni regionali, ma direttamente al mercato europeo. E l’altoatesina Alperia ha già concentrato in un solo gruppo le aziende del settore della sua Provincia. Forse è il caso che in Trentino si ricominci, con serietà e coinvolgendo tutti gli attori istituzionali ed economici, ad approfondire le questioni e con umiltà, a guardarsi attorno, cercando di capire l’evoluzione del sistema economico, e assumendo decisioni veramente intelligenti e possibilmente coerenti con l’obiettivo di salvaguardare le risorse ed il futuro dei trentini”.



Riproduzione riservata ©

indietro