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Coronavirus: occorre prudenza

ven 12 feb 2021 08:02 • Dalla redazione

Occhi puntati sull'andamento dei ricoveri; oggi il Trentino saprà se rimarrà giallo o diverrà arancione, mentre è rosso scuro per il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

C'è un dato su tutti che ha indotto la task force provinciale a rilanciare gli appelli alla prudenza, ed è l'aumento del numero dei ricoveri negli ospedali. Lo ha fatto notare a più riprese il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. Ma si è parlato anche della classificazione elaborata dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) che pone il Trentino nelle zone “rosso scuro”. A questo proposito il presidente ha spiegato che, secondo l’indicatore preso in considerazione dal Centro, i casi di positivi al Covid-19 negli ultimi 14 giorni sono superiori a 500 per sole 3 unità e per tale ragione, nonostante l’Istituto Superiore di Sanità ritenga che il dato sia più basso, la provincia di Trento ha ricevuto questa classificazione.

Riguardo alla colorazione che l’ISS attribuirà al Trentino nella giornata di domani sappiamo soltanto che l’RT locale è in crescita, come del resto a livello nazionale, ma non vi sono in merito altre anticipazioni che ci permettono di capire quale sarà la colorazione assegnata.

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Il presidente ha poi riferito che è stata confermata la riapertura al 17 febbraio degli impianti sciistici per i territori in zona gialla, come riportato dall’assessore al turismo Roberto Failoni che ha partecipato alla conferenza Stato-Regioni, ma al momento permane il divieto di spostamento interregionale.

Antonio Ferro, direttore sanitario di Apss e Giancarlo Ruscitti, responsabile del Dipartimento salute e politiche sociali della Provincia, hanno parlato della prenotazione online, collegata alla disponibilità di vaccini: la programmazione è tale da coprire tutte le disponibilità per entrambe le dosi vaccinali, così da poterle utilizzare in maniera ultimale. “Tutti e 30 mila gli ultraottantenni trentini saranno vaccinati, chi non può andare sarà vaccinato a domicilio”, ha specificato Ruscitti. Antonio Ferro ha invece riferito sui risultati del controllo anticorpale per il gruppo di sanitari che si presumeva non avessero ricevuto le dosi vaccinali a Rovereto: sono stati individuate 12 persone con zero o bassissimi livelli di anticorpi, mentre si è rilevato una fortissima risposta negli altri, confermando la validità del vaccino somministrato. Ferro ha poi raccomandato di continuare a seguire i comportamenti corretti per il contenimento del contagio, come le mascherine nei luoghi chiusi, anche perché la presenza delle varianti segnalate da molte regioni, con contagiosità maggiore, destano una certa preoccupazione.



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