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Centralina in Val del Monte, «Intervenga il Ministro della Transizione ecologica»

sab 20 feb 2021 19:02 • Dalla redazione

Salvatore Ferrari: «Un impianto ai confini del Parco non è sostenibile»

«Fa sorridere, o meglio, fa indignare, leggere nel provvedimento che “non sussistono prevalenti interessi pubblici a un uso diverso dell’acqua rispetto a quello idroelettrico”». Salvatore Ferrari, ex-rappresentante titolare delle associazioni di protezione ambientale (CIPRA Italia, Italia Nostra, LIPU, Mountain Wilderness e PAN – EPPAA) nel Comitato provinciale di coordinamento e di indirizzo del Parco Nazionale dello Stelvio, scrive al presidente della Provincia Maurizio Fugatti e alla Direzione Generale per il patrimonio naturalistico del Ministero della Transizione ecologica in merito al recente rilascio di una concessione idroelettrica sul fiume Noce in Val del Monte (Qui l'articoloauspicando che sulla vicenda prenda posizione il neo Ministro.

«Nel settembre del 2014 Bruno Boz e Andrea Goltara, rispettivamente presidente e direttore del CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale) - si legge nella missiva -, scrivevano nell’introduzione al dossier intitolato “L’energia ‘verde’ che fa male ai fiumi”: “negli ultimi anni il numero di domande per la realizzazione di nuove derivazioni e impianti idroelettrici (in genere di taglia piccola o molto piccola) è cresciuto in modo esponenziale in molte regioni italiane, con migliaia di richieste in fase di valutazione e migliaia di km di corsi d’acqua (di cui molti ancora in condizioni ecologiche elevate) che potrebbero essere a breve derivati.

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Questo ‘nuovo periodo’ per l’idroelettrico è coinciso con uno dei passaggi più complessi in termini di pianificazione relativa ai corsi d’acqua, con tutti i problemi connessi ai gravi ritardi nell’implementazione della Direttiva 2000/60/CE e con il fatto che le azioni di mitigazione attuate sono ancora del tutto insufficienti con il conseguente rischio di procedimenti di infrazione”. Purtroppo, negli ultimi sei anni e mezzo, lo scenario non è molto cambiato, neppure in Trentino. Ne è dimostrazione il recente rilascio – da parte del Servizio Gestione Risorse Idriche ed Energetiche (Aprie) della Provincia autonoma di Trento (determinazione del dirigente n. 9 del 14 gennaio 2021) – della concessione a un’azienda privata lombarda di derivare acqua dal torrente Noce in Val del Monte (nel comune catastale di Peio) a scopi idroelettrici».

Da qui le perplessità di Ferrari: «Le sembra sostenibile, egregio presidente, autorizzare un prelievo d’acqua nel cuore delle Alpi, a circa 1440 metri sul livello del mare, non lontano dai confini del Parco Nazionale dello Stelvio, senza tra l’altro attivare la procedura di verifica di assoggettibilità a VIA, evitata solamente perché, in corso dell’istruttoria, è stato “suggerito” ai proponenti di ridurre nella proposta progettuale la portata massima di concessione? – chiede l’attivista - Fa sorridere, o meglio, fa indignare, leggere nel provvedimento che “non sussistono prevalenti interessi pubblici a un uso diverso dell’acqua rispetto a quello idroelettrico”. Da sempre sono convinto che un bene pubblico, un bene comune, quale è l’acqua non dovrebbe essere oggetto di sfruttamento da parte dei privati, tanto più in un contesto fragile e prezioso del territorio alpino, quale la Val del Monte, a ridosso di una delle più grandi e importanti aree protette d’Europa. Auspico che il neo Ministro per la Transizione ecologica della Repubblica Italiana prenda posizione su questa vicenda».



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