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Coldiretti: nuove restrizioni a Pasqua sono un danno per gli agriturismi

gio 25 feb 2021 12:02 • Dalla redazione

L’allarme di Gianluca Barbacovi: a rischio c’è un sistema di servizi, ospitalità e agriristorazione

“Nuove misure restrittive nel periodo di Pasqua potrebbero mettere in ginocchio i nostri agriturismi già duramente colpiti dall’emergenza. Parlando di sicurezza è bene ricordare che i grandi spazi garantiti dal territorio del Trentino Alto Adige rappresentano un’opportunità per gli ospiti. L’agriturismo è un’attività che coniuga un’esperienza di immersione nella natura ad un basso pericolo di assembramento, garantendo il distanziamento e la sicurezza”.

Così il presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi in riferimento all’annuncio del Ministro della Salute Roberto Speranza sull’entrata in vigore del nuovo DPCM dal 6 marzo al 6 aprile.

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Da una analisi Coldiretti/Ixe’emerge che l’attesa per le nuove misure restrittive ferma i programmi di viaggio di un italiano su tre (32%) per vacanze, gite fuori porta o visite a parenti e amici durante la ricorrenza prima dell’emergenza Covid.
“Una decisione pesante per la mobilità –continua Barbacovi- che riguarda anche il primo lungo weekend primaverile di festa che rappresenta anche l’occasione per le consuete gite fuori porta di Pasqua e Pasquetta. Un appuntamento importante che segna tradizionalmente l’inizio della stagione per molti dei nostri agriturismi. A rischio c’è un sistema di servizi, ospitalità e agri ristorazione. Malghe e agriturismi sono situati in zone isolate in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto. Si tratta dei luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”.
Coldiretti sottolinea come la pandemia abbia portato alla riscoperta anche del turismo di prossimità, vicino casa, all’interno della propria regione di residenza. Tale fenomeno è favorito anche dalla diffusione capillare dei piccoli comuni che incrementa la capacità di offrire un patrimonio naturale, paesaggistico, culturale e artistico senza eguali.
Una opportunità per rivitalizzare le aree interne valorizzando l’identità territoriale e i sistemi produttivi locali ma anche per promuovere nuovi flussi demografici nelle campagne offrendo bellezza del paesaggio, tradizioni e cultura di un’agricoltura in armonia con la storia e l’ambiente lontani dall’ansia da pandemia nelle città.



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