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Commosso addio a Giulio Chini

mer 10 mar 2021 09:03 • Dalla redazione

Il ricordo di Massimo Mascotti, presidente del Corpo Bandistico di Coredo

Giulio Chini, per mezzo secolo protagonista nelle bande di Taio e di Coredo

Il Corpo bandistico di Coredo saluta commosso e riconoscente un suo bandista, Giulio Chini di Taio. In questi giorni la comunità gli ha dato l’addio, ma a causa della pandemia la sua banda non ha potuto suonare per lui. Il primo concerto dopo questo periodo di fermo, è la promessa, sarà dedicato a Giulio.

È passato un anno da quel 9 marzo 2020 – scrive il presidente del Corpo Bandistico di Coredo, Massimo Mascotti -  quando anche gli strumenti delle bande trentine sono diventati silenziosi. A parte una breve ripresa estiva in cui abbiamo potuto suonare, dalla fine di ottobre abbiamo dovuto sospendere nuovamente in attesa di momenti migliori.

E proprio in questo silenzio se n’è andato il nostro caro bandista Giulio Chini.

La musica per Giulio è stata una parte importante nella sua vita, infatti la sua carriera nella banda di Taio ha avuto inizio nel 1973.

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Quando la banda si sciolse Giulio entrò nell’organico del Corpo Bandistico di Coredo con il suo Basso Tuba.

Ha raggiunto 48 anni di musica dimostrando sempre assiduità e responsabilità tramandando la sua passione alle generazioni più giovani.

Tutti ricordiamo la sua puntualità alle prove e ai concerti, spronava i ritardatari ad essere più puntuali per iniziare a suonare. Le sue poche assenze erano dovute solo al periodo della raccolta delle mele.

Purtroppo qualche anno fa Giulio ha dovuto iniziare a combattere contro la malattia e affrontare anche la perdita della sua amata moglie e compagna Rosanna. Ma Giulio ha cercato nella musica e nella nostra banda, oltre che nella sua famiglia, la forza per superare questi momenti difficili.

Anche se negli ultimi anni non riusciva a suonare come prima è sempre stato combattivo e la sua banda non l’ha mai dimenticata, è sempre stato presente nei momenti conviviali. In questi ultimi anni gli piaceva filmare i concerti, prove o gite che poi mostrava durante i pranzi nel giorno di Santa Cecilia, patrona della musica. A causa della pandemia in questo ultimo anno abbiamo potuto condividere con lui solo brevi momenti di collegamento con Zoom, nei quali ha scherzato cercando di non farci capire che la sua salute stava peggiorando.

Così se n’è andato in silenzio dopo quasi cinquant’anni di musica con il suo Basso Tuba e come socio onorario dell’associazione.

Purtroppo non abbiamo potuto accompagnarlo nel suo ultimo viaggio suonando in suo ricordo durante il funerale.

Queste poche righe vogliono essere un omaggio al bandista ma anche all’uomo che ha sempre dimostrato passione, disponibilità, entusiasmo, umiltà, valori questi che sono alla base del volontariato.  È stato e resterà un esempio per tutti noi su come vivere in pienezza la passione della musica nella realtà bandistica.

Ciao Giulio!



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