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Bresimo, una comunità spaccata in due (1)

mer 31 mar 2021 16:03 • By: Federica Chini

A poco più di sei mesi dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Stavolta andiamo a Bresimo

A sinistra, Dario Angelo Sandri, al centro una veduta della chiesa di Baselga di Bresimo, a destra Giuliano Pozzatti

BRESIMO. Emergono profondi disaccordi nell'amministrazione comunale guidata dal nuovo sindaco Giuliano Pozzatti ed il gruppo di opposizione: lo scarto tra il vincitore della tornata elettorale dello scorso settembre e lo sfidante Dario Angelo Sandri è stato di soli otto voti, tuttavia pare che la piccola borgata del Mezzalone sia spaccata in due.

A 6 mesi dalle elezioni, qual è il punto della situazione?

Pozzatti: Abbiamo avviato alcuni progetti del programma elettorale, ma la novità interessante è l'arrivo nelle casse comunali di un finanziamento a fondo perduto proveniente dal Ministero degli Interni dedicato ai Comuni con meno di 1000 abitanti per l'efficientamento energetico. Attualmente abbiamo incaricato dei professionisti per una valutazione dei possibili interventi in materia. Abbiamo poi lavorato sul fronte dell'illuminazione del Castello d'Altaguarda e proseguito la bonifica dei danni provocati dalla tempesta Vaia di fine ottobre 2018 nella zona del fondovalle. È stata inoltre avviata la procedura per mettere a punto un'opera strategica, ossia un parco che farà da tramite tra il mulino ad acqua e la segheria veneziana della nostra borgata.

Sandri: è dallo scorso dicembre che non viene convocato un consiglio comunale, le lascio immaginare... non c'è stata finora alcuna collaborazione e condivisione con noi da parte della maggioranza, nonostante siano state ampiamente sbandierate sui quotidiani. Un fallimento su tutti i fronti.

Qual è il suo giudizio sulla minoranza?

Pozzatti: una mossa davvero pessima da parte dell'opposizione è stata la critica sulla gestione dello sgombero della neve in occasione delle copiose precipitazioni di dicembre, con la pretesa di istituire un doppio senso di circolazione, nel medesimo pesante contesto, persino nelle stradine più piccole.

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La rimozione del manto nevoso con il passaggio del vomero ha provocato inoltre svariati danni in paese, ragion per cui il prossimo anno sarà necessario lavorare con mezzi più adeguati se si verificassero nuovamente nevicate abbondanti. Mi lasci dire che municipalità ben più grandi della nostra sono rimaste bloccate a causa della neve, per cui non comprendiamo un simile attacco.

Qual è il suo giudizio sull'amministrazione?

Sandri: Decisamente negativo. Il nuovo sindaco ha alle spalle un'esperienza come amministratore durante la consigliatura dell'ex primo cittadino Arnoldi quindici anni fa, sinceramente ci saremmo aspettati maggiore competenza e meno pressapochismo. Non vedo alcun futuro per la nostra Comunità, che avrebbe bisogno di una rinascita: servono delle strategie in tal senso, completamente latitanti.

Un primo risultato raggiunto, insieme ai prossimi obiettivi e le priorità?

Pozzatti: come ho già detto, la ricezione del finanziamento statale per i piccoli Comuni e la prosecuzione degli interventi predisposti dalla precedente amministrazione. Tanti sono i temi su cui dobbiamo lavorare: prioritaria è in ogni caso la digitalizzazione del territorio comunale, che potremo concretizzare con una parte dei ricavi (circa il 30%) provenienti dal funzionamento della centralina idroelettrica sul Barnés, come previsto obbligatoriamente dalla specifica legge sulle opere di compensazione ambientale. Altrettanto urgente è la ricostruzione di un ponte su indicazione della Provincia e dei Bacini Montani. Dobbiamo completare un percorso ciclopedonale e cambiare la destinazione del centro visitatori del castello, attualmente affidato ad una scuola di Bolzano. Si continueranno gli interventi post Vaia con l'allargamento del letto del torrente effettuando degli espropri e saranno interrate le linee elettriche, talvolta soggette a malfunzionamenti, utilizzando risorse economiche comunali. Altrettanto significativa è la promozione dell'agricoltura biologica - particolarmente adatta per il nostro distretto-, ma occorre trovare qualcuno che sia disposto a metterla in pratica.

Sandri: a nostro parere, non è stato raggiunto alcun obiettivo in questi 6 mesi. Prima di tutto, si dovrebbero risolvere dei grossi problemi amministrativi, altrimenti non si andrà da nessuna parte. Stiamo assistendo alla prosecuzione della precedente legislatura, tutt'altro che un esempio di capacità e chiarezza, con il culmine del referendum per l'istituzione del Comune unico Maddalene dalla fusione di Bresimo con Livo e Rumo 5 anni orsono – fortunatamente fallito – che avrebbe comportato la rovina della nostra Comunità. 



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