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Dopo la fusione, si lavora per un’unica comunità (36)

gio 08 lug 2021 09:07 • Dalla redazione

A qualche mese dalle elezioni comunali, NOS Magazine intraprende un viaggio tra i comuni delle valli del Noce, ascoltando le voci dell’amministrazione e, dove presente, della minoranza. Concludiamo il nostro viaggio a Novella

NOVELLA. La campagna elettorale delle ultime comunali è stata la più combattuta nelle valli del Noce. Sono stati ben quattro i candidati sindaco (Donato Preti, poi eletto al ballottaggio, Fausto Garbato, Fabrizio Paternoster, Alessandro Rigatti, sconfitto di misura al ballottaggio); poi le dinamiche politico-amministrative hanno consegnato di fatto il ruolo di minoranza consiliare al gruppo di Rigatti. È con quelle di quest’ultimo e con quelle del primo cittadino che raccontiamo il momento attuale di Novella. A partire dalla fusione, che sta impegnando molto l’amministrazione comunale. “Il Covid ha rallentato un po’ tutto – afferma il primo cittadino – ma stiamo cercando di far capire alla comunità che non siamo più cinque comuni, ma uno solo e lavoriamo per l’unificazione dei servizi e dei regolamenti. La pandemia ha inciso molto, soprattutto a livello associazionistico”.

Come sono i rapporti con il gruppo di minoranza?

PRETI. Siamo impegnati su diversi progetti e devo dire che stiamo lavorando bene anche con la minoranza. Ci sono stati momenti di confronto e stiamo portando avanti le questioni importanti per il Comune anche insieme.

Come sono i rapporti con l’amministrazione comunale?

RIGATTI. Finora sono stati tre i consigli comunali convocati, in un ottimo clima di dialogo.

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Speriamo di poter andare avanti così, discutendo sulle questioni pacatamente e nel rispetto di tutti. In particolare, giudico positivi i rapporti col sindaco, con incontri frequenti e periodici che crediamo più proficui delle interrogazioni; meglio il confronto diretto rispetto a tensioni che in un comune come il nostro si rivelano inutili e dannose, in quanto andrebbero a interferire sulla fusione reale delle comunità, che ci sta a cuore.

Sul merito dell’azione amministrativa, vi sono aspetti che vi preme sottolineare?

PRETI. La nostra amministrazione, in questi primi mesi, ha operato bene sia con il personale che con la struttura e abbiamo diversi progetti in cantiere più o meno su tutte le frazioni. Uno, importante, riguarda l’acquedotto della frazione di Revò, un’opera già finanziata e della quale abbiamo già pronto il progetto. Stiamo lavorando, poi, riconvertire l’edificio della ex piscina in asilo nido. In questo modo, in quella zona verrebbe a crearsi un polo di educazione e formazione che va dai primissimi mesi di vita alle scuole medie, dotato di teatro, auditorium e di tutti i servizi necessari. Stiamo procedendo anche sui progetti rimasti dagli ex comuni, prima della fusione: a Revò, ad esempio, sistemeremo la palestra, a Cagnò il campetto della Terrazza dei Sapori e a Romallo la sede delle associazioni. Con la Provincia, inoltre, abbiamo già discusso anche dell’allargamento della strada all’imbocco di Revò e, infine, stiamo valutando la fattibilità di un progetto legato all’acquaticità per le famiglie per inserire sul territorio un laghetto o un biolago. In questo momento, stiamo studiando se esistono le condizioni per realizzare il progetto per poi eventualmente realizzarlo.  

RIGATTI. Crediamo frettolosa la scelta di lasciar cadere il progetto dedicato all’acquaticità per le famiglie: non tanto nel merito, ma riteniamo che serviva più tempo per valutare bene la scelta; inoltre crediamo sia comunque importante stabilire una linea di investimento per quei 2,6 milioni di euro a disposizione, i quali almeno in parte devono secondo noi essere utilizzati per la valorizzazione della nostra parte di Lago di Santa Giustina. Abbiamo un ambito turistico con notevoli potenzialità su cui investire con coraggio e visione strategica, in sinergia con il comparto agricolo. Su questi temi siamo naturalmente pronti a collaborare e a portare il nostro contributo. Ci permettiamo infine una piccola critica: non vediamo una grande attenzione alla comunicazione nei confronti della cittadinanza; ovviamente i tempi pandemici impongono precisi limiti, ma penso che un maggiore coinvolgimento delle realtà associative sia importante, pensando ad esempio all’abbellimento floreale dei paesi appaltato a una ditta esterna; inoltre, non sono state ancora mai convocate, nemmeno online, le commissioni consiliari formate dopo le elezioni.  



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