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Soccorso alpino realtà fondamentale per la montagna e il turismo

lun 12 lug 2021 14:07 • Dalla redazione

Il presidente Fugatti ha incontrato il responsabile del corpo trentino, Walter Cainelli

Walter Cainelli e Maurizio Fugatti

TRENTO. “La pandemia ha rappresentato un momento difficile che ha riguardato tutti noi e siamo riusciti a superarlo grazie anche all’impegno di associazioni e volontari che hanno prestato il proprio impegno e il proprio tempo a favore della comunità. Oggi guardiamo con speranza alla riapertura e, in particolare, alla nuova stagione turistica. La sicurezza in montagna, non solo dei turisti ma anche di residenti, passa attraverso una realtà importante qual è il Soccorso alpino e speleologico trentino, che rappresenta un’eccellenza italiana”.

Il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, ha incontrato nella mattinata odierna Walter Cainelli, presidente del Soccorso alpino e speleologico del Trentino, per discutere dell’operatività del corpo provinciale e delle prospettive a breve e medio periodo. Al colloquio era presente anche il dirigente generale Raffaele De Col, del Dipartimento Protezioni civile, foreste e fauna.

Il presidente Walter Cainelli si è detto soddisfatto della collaborazione con le altre associazioni della Protezione civile (vigile del fuoco in particolare): “Credo che il lavoro di coordinamento impostata da tempo stia dando degli ottimi frutti. Esistono ancora delle situazioni da migliorare ma il quadro è molto soddisfacente”. Tra i temi trattati rientrano anche la futura sede, l’aggiornamento del parco mezzi e, soprattutto, la presenza crescente dei giovani.

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“L’adesione al Soccorso alpino da parte delle nuove generazioni - hanno concordato i due presidenti - rappresenta un importante momento formativo perché i ragazzi hanno l’opportunità di conoscere e rispettare le regole della montagna e la solidarietà verso le persone in difficolta”.

Nel 2020, il Soccorso alpino e speleologico del Trentino ha effettuato più di 1.200 interventi in ambiente montano o impervio per prestare soccorso a 1.283 persone. A questi si aggiungono 166 operazioni di Protezione civile, di cui 157 uscite degli operatori durante la prima fase del lockdown – da marzo a maggio 2020 – per consegnare a domicilio presidi sanitari individuali e pacchi viveri, in collaborazione con le altre realtà della Protezione Civile, 4 interventi per calamità naturali e 5 interventi di supporto veterinario. Nonostante le restrizioni dello scorso anno e nei primi mesi del 2021, il numero di interventi in ambiente montano nel 2020 è aumentato di 73 unità rispetto al 2019, anno in cui gli interventi sono stati 1.148.

Nella graduatoria delle attività svolte dalle persone per le quali è stato necessario l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Trentino la più rilevante è l’escursionismo con il 54% (690 persone soccorse), seguita dalla mountain bike per l’11% (138 persone soccorse), l’alpinismo per il 5% (68 persone soccorse), le ferrate per il 4% (53 persone soccorse), ricerca funghi per il 4% (46 persone soccorse) e scialpinismo per il 3% (36 persone soccorse). Si segnalano, inoltre, 9 interventi in valanga (5 persone soccorse), 2 interventi del gruppo tecnico forre e 2 interventi del gruppo speleologico. Le operazioni di ricerca di persone disperse sono state 78 mentre il numero delle false chiamate 23.

Durante il lockdown, i corpo si è distinto nell’attività di consegna a domicilio di presidi sanitari e pacchi viveri, in collaborazione con gli altri enti della Protezione Civile.



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