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I grandi Solandri in mostra a Castel Caldes

sab 09 ott 2021 10:10 • Dalla redazione

Inaugurata la grande mostra dedicata alle figure illustri della valle tra Cinque e Novecento

CALDES. Da oggi fino al 9 gennaio i Solandri illustri, o almeno molti di essi, abitano le stanze di Castel Caldes. Un folto e interessato pubblico ha partecipato ieri nel cortile del castello all’inaugurazione della mostra “Huomini, d’arme, lettere e religione”, dedicata alle grandi figure della valle tra Cinquecento e Novecento, da Jacopo Aconcio a Paolo Vallorz. “Il Trentino riparte anche nella cultura – ha detto l’assessore provinciale Mirko Bisesti aprendo gli interventi di saluto coordinati da Alessandro Casagrande – con una mostra che è valore per il territorio, la cui visita chiederò alle scuole della valle”. Quindi il sindaco di Caldes, Antonio Maini, ha efficacemente definito “una mostra che dà luce a personaggi che hanno in messo in luce la Val di Sole”, seguito dal presidente di Apt Val di Sole, Luciano Rizzi, che ha sottolineato il valore della collaborazione con il Museo Castello del Buonconsiglio, che ha portato alla realizzazione della mostra “Vite di Corsa” e al restauro della stanza di Olinda; puntiamo sull’autunno, ha detto Rizzi, ricordando che a settembre i numeri parlano di un +25% di presenze in Val di Sole.

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Ha partecipato alla presentazione anche l’assessore regionale agli enti locali Lorenzo Ossanna. Quindi la direttrice del Museo Castello del Buonconsiglio, Laura Dal Prà ha aperto la presentazione della mostra, ringraziando quanti hanno collaborato e ricordando la genesi di un progetto che ha visto la partecipazione del Centro Studi per la Val di Sole; quindi i curatori Denis Ton, Maddalena Ferrari e Salvatore Ferrari, che hanno presentato le cinque sezioni della mostra, dedicate agli eruditi cinquecenteschi, primi fra tutti il filosofo Aconcio e i tipografi Bevilacqua e Fezzi, ai pittori celebri all’estero come Marchetti e i Guardi, ai committenti d’arte come i Pezzen, Migazzi, i Thun, ai patrioti tra Sette e Novecento, fino ai grandi artisti contemporanei come Bartolomeo Bezzi e Paolo Vallorz. Infine Alberto Mosca, autore di alcuni dei testi pubblicati nel catalogo, ha chiuso la serie ricordando il celebre detto di Bernardo di Chartres: “Anche noi, arrampicandoci sulle spalle di questi giganti del passato oggi in mostra, possiamo vedere più lontano”.

Infine brindisi augurale e visita guidata alla mostra, che rimarrà aperta fino al 9 gennaio. Prossimo appuntamento a Castel Caldes il 17 ottobre con le giornate Fai d’autunno e visita alla mostra. Nel corso del mese di novembre poi toccherà ad una serie di presentazioni di libri. 



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