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Bankitalia, migliora la percezione del futuro da parte delle famiglie

mer 17 nov 2021 11:11 • Dalla redazione

Il 44% del campione ritiene di riuscire a risparmiare nei prossimi 12 mesi

ROMA. È online la nuova pubblicazione sui "Principali risultati della sesta edizione dell'indagine straordinaria sulle famiglie italiane", curata da ricercatori della Banca d'Italia. Condotta tra la fine di agosto e l'inizio di settembre su oltre 2.000 nuclei familiari, l’indagine, rispetto alla rilevazione della scorsa primavera, evidenzia come le attese delle famiglie sulla situazione economica dell'Italia siano nel complesso migliorate, grazie alle valutazioni sui progressi della campagna vaccinale e sulle prospettive più incoraggianti del quadro epidemiologico. Anche la propensione a spendere nei comparti più colpiti dalla pandemia, tra cui alberghi, bar e ristoranti, è in ripresa.

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Permane tuttavia ancora cautela nelle prospettive di spesa, soprattutto tra i nuclei meno abbienti. Inoltre, il saldo tra attese di miglioramento e peggioramento della situazione economica e del lavoro è positivo per la prima volta da primavera 2020; le famiglie che prefigurano un peggioramento sono calate di oltre il 10%. Le attese sul reddito familiare restano stabili: 3/4 del campione si aspetta entrate analoghe a quelle del 2020, mentre il 15% inferiori. Migliorano le valutazioni dei capifamiglia lavoratori autonomi, ora in linea con la media della popolazione e un terzo delle famiglie è riuscito ad accantonare risparmi dall’inizio della pandemia e il 44% ritiene di riuscire a risparmiare nei prossimi 12 mesi (dato stabile). I consumi sono condizionati dall’emergenza sanitaria, ma sono in miglioramento. Le famiglie che hanno speso meno per alberghi, bar e ristoranti sono diminuite del 15% seppur ancora molte (pari ora al 71%, erano il 90%). Permane cautela nelle attese di spesa a 3 mesi, in particolare tra le famiglie in difficoltà economiche e più della metà del campione prefigura un aumento dei contagi nei 3 mesi successivi alla rilevazione, sia pure in misura inferiore rispetto al 2020; il 20% ritiene che non ci sarà un incremento nei contagi.

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