Skin ADV

Noce e idroelettrico, «Si elimini la pubblica utilità per i privati»

gio 02 dic 2021 11:12 • Dalla redazione

È la richiesta del Comitato permanente per la salvaguardia delle acque del Trentino fatta in Terza Commissione

VALLI DEL NOCE. “Il problema non si risolverà con un provvedimento normativo ma nell’ambito dell’aggiornamento del piano di tutela delle acque al quale l’assessorato sta lavorando”. Il vicepresidente della Provincia Mario Tonina risponde ai referenti del Comitato permanente per la salvaguardia delle acque del Trentino ricevuti ieri dalla Terza Commissione del Consiglio provinciale presieduta da Ivano Job (Lega).

Forti delle 30.491 firme raccolte finora, i referenti del Comitato Salvatore Ferrari e Tommaso Bonazza hanno presentato la petizione popolare promossa in estate per fermare nuovi e insostenibili prelievi idrici a scopo idroelettrico e irriguo nel bacino del Noce in Val di Sole ed evitare l’ulteriore sfruttamento dell’acqua da parte di soggetti privati in tutto il Trentino. In aula, Ferrari ha sottolineato come per la prima volta nella storia dell’autonomia trentina in 45 giorni una petizione popolare su temi ambientali abbia raccolto un così alto numero di adesioni. “La raccolta è ancora in corso online e a sottoscrivere la petizione non sono solo residenti ma anche i fruitori degli sport fluviali e i pescatori dilettanti legati al Noce” ha spiegato Ferrari che ha ricordato come in passato il comitato abbia già consegnato alla Commissione consiliare una serie di richieste tra le quali anche quella di sospendere provvedimenti finalizzati a nuove concessioni di prelievi dal Noce a scopo idroelettrico.

Elektrodemo

“Ma da allora, in 7 anni nessun provvedimento normativo da parte della Giunta provinciale è stato adottato – ha aggiunto -. Si tratterebbe di escludere per i soggetti privati la dichiarazione di pubblica utilità, urgenza e indifferibilità di prelievi a scopo idroelettrico per evitare lo sfruttamento di un bene pubblico come l’acqua in tutto il territorio provinciale”.

Per Tommaso Bonazza, portavoce del comitato, ha, quindi, è il momento che la Provincia si doti in tempo utile di una normativa sull’uso dell’acqua che risulti al passo con i tempi, utilizzando la leva dell’Autonomia. “Sarebbe un’occasione persa se la Provincia non rinnovasse la propria legislazione in questa materia – ha osservato -. Il versante sud delle Alpi sarà nei prossimi decenni sempre più arido e l’acqua oggi ancora abbondante non è detto che rimarrà tale anche domani. L’acqua è un bene pubblico che va trattata come tale. I risultati del referendum di qualche anno fa su questo tema sono rimasti nei cassetti della politica. Ora occorre ripartire pensando a uno schema con tre cerchi concentrici: il cerchio esterno sull’ambito dell’ambiente; il cerchio intermedio è quello della società; il terzo cerchio è quello dell’economia. Senza mantenere l’integrità del cerchio esterno dell’ambiente non avremo più i due cerchi interni. Meglio quindi come Provincia combattere una battaglia concentrata sul cerchio esterno dell’ambiente. L’acqua ha un valore che non è solo economico e non può essere vista solo sotto questa luce”.

A dare manforte a Ferrari e Bonazza anche Sandro Rossi, rappresentante della Sat nel comitato difesa acque del Trentino, che ha citato come lo Statuto della Società alpinisti tridentini parli espressamente di tutela dell’ambiente naturale e quindi anche dell’acqua. Nel dibattito sono, poi, intervenuti i consiglieri Lucia Coppola, che ha rilanciato la richiesta del comitato di un provvedimento legislativo da parte della Provincia su questo tema, e Alessio Manica che ha chiesto a che punto sia la Provincia con la moratoria in essere e con il piano tutela acque con il tubone di Santa Giustina. Alex Marini ha chiesto di nuovo che la Provincia avvii uno studio per misurare l’impatto dell’aumento delle temperature sul sistema idrico del Trentino, considerati i cambiamenti climatici in atto. Infine, l’assessore Tonina ha evidenziato l’impossibilità di rispondere a tutte le domande poste, assicurando però che su questi temi l’Agenzia delle acque pubbliche e il dipartimento della Provincia sono fortemente impegnati per realizzare interventi orientati nella giusta direzione e basati su istruttorie scrupolose.



Riproduzione riservata ©

indietro