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Inflazione e costi energetici: a valanga sulle imprese agricole

mer 02 feb 2022 13:02 • Dalla redazione

L’allarme di Coldiretti Trentino Alto Adige

ll caro energia colpisce le imprese agricole

TRENTO. "Il balzo dei beni energetici si trasferisce a valanga sui bilanci delle imprese agricole strozzate da aumenti dei costi determinando una situazione drammatica per il settore che, in controtendenza all’aumento generale del Pil del 6,5% nel 2021, ha visto invece calare il proprio valore aggiunto". 

Questo il commento del presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige Gianluca Barbacovi rispetto all'’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi a gennaio 2022 che vede l’inflazione salire al 4,8% mentre la crescita dei prezzi dei prodotti alimentari è minore e pari al 3,8%, con molte imprese agricole stanno vendendo sottocosto.

"A far aumentare i costi alla produzione - spiega il presidente - è il caro energia con l’agroalimentare che assorbe oltre il 11% dei consumi energetici industriali totali per circa 13,3 milioni di tonnellate di petrolio equivalenti (Mtep) all’anno, secondo l’analisi della Coldiretti su dati Enea".

Nel sistema agricolo i consumi diretti di ener­gia includono i combustibili per trattori, serre e i trasporti mentre i consumi indiret­ti ci sono quelli che derivano da fitosani­tari, fertilizzanti e impiego di materiali come la plastica (4,7 Mtep). Gli agricoltori per le operazioni colturali i – spiega la Coldiretti – sono costretti ad affrontare rincari dei prezzi fino al 50% per il gasolio necessario per le attività che comprendono l’estirpatura, la rullatura, la semina e la concimazione.

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Inoltre – continua Coldiretti – l’impennata del costo del gas, utilizzato nel processo di produzione dei fertilizzanti, ha fatto schizzare verso l’alto i prezzi dei concimi, con l’urea passata da 350 euro a 850 euro a tonnellata (+143%). L’aumento dei costi riguarda anche l’alimentazione del bestiame, il riscaldamento delle serre per fiori e ortaggi e il gasolio per le imbarcazione con oltre la metà dei costi che le aziende ittiche devono sostenere è rappresentata proprio dal carburante.

"In provincia di Trento -ricorda Barbacovi- ci siamo mobilitati a sostegno delle aziende lavorando in sinergia con l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli nei tavoli di confronto e nelle sedi istituzionali provinciali. Condividiamo che la questione deve essere affrontata con tutti gli attori che fanno parte della filiera, con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione. Valuteremo l’introduzione di ulteriori strumenti a livello locale, oltre a quelli attivati a livello nazionale su pressing della Coldiretti, in grado di sostenere e tutelare il settore".

Il comparto alimentare – spiega la Coldiretti – richiede in­genti quantità di energia, soprattutto calore ed energia elettrica, per i processi di produzione, trasformazione, conservazione dei prodotti di origi­ne animale e vegetale, funzionamen­to delle macchine e climatizzazione degli ambienti produttivi e di lavoro (8,6 Mtep). Il rincaro dell’energia si abbatte infatti sui costi di produzione come quello per gli imballaggi, dalla plastica, dell’acciaio per i barattoli, dal vetro per i vasetti fino al legno per i pallet da trasporti e alla carta per le etichette dei prodotti che incidono su diverse filiere, dalle confezioni di latte, alle bottiglie per olio, succhi e passate, alle retine per gli agrumi ai barattoli smaltati per i legumi.

Una situazione di difficoltà aggravata dal record del prezzo della benzina che pesa sul deficit logistico dell’Italia che deve affrontare costi per il trasporto merci superiori dell’11% rispetto alla media europea per un valore di 13 miliardi all’anno, secondo l’analisi Coldiretti su dati del centro studi Divulga. A subire gli effetti i – continua la Coldiretti – è l’intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano ad incidere attorno ad 1/3 sul totale dei costi per frutta e verdura. “Serve un deciso intervento per contenere la bolletta energetica nelle campagne e garantire continuità della produzione agricola ed alimentare” afferma il presidente nazionale della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che occorre anche “responsabilità da parte dell’intera filiera alimentare con accordi tra agricoltura, industria e distribuzione per garantire una più equa ripartizione del valore per salvare aziende agricole e stalle”.



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