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Api, agricoltura, ambiente: tre priorità nelle sfide sul clima

gio 24 feb 2022 10:02 • Dalla redazione

La buona agricoltura sarà il driver principale per affrontare le sfide del clima ed andare incontro ad un futuro sostenibile

TRENTO. Nel corso del convegno annuale di APOT, quest’anno dal titolo “AAA: Api, Agricoltura e Ambiente si è voluto richiamare l’attenzione ai cambiamenti climatici in atto e all'impatto che questi generano nel mondo delle api e dell’agricoltura; un tema sensibile, visto che come evidenzia la FAO, tre coltivazioni su quattro dipendono fortemente dall’impollinazione e che la qualità dei prodotti dipende in misura importante dall’attività delle api. Ma anche un segnale di allarme per la biodiversità, dato che le api sono un indicatore dello stato di salute dell’ambiente.

Il messaggio che è emerso da tutti gli interventi – visibili in versione integrale al sito di APOT, www.apot.it - è univoco: il cambiamento climatico in atto ci pone di fronte ad urgenti risposte, e fra tutti i comparti colpiti da questa trasformazione ambientale, quello agricolo è il più esposto.

Ciò significa allora che proprio l’agricoltura sarà il driver trainante cui convogliare risorse e ricerche, attraverso il quale poter affrontare un futuro sostenibile per la sopravvivenza.

L’evento è stato introdotto da Ennio Magnani, presidente APOT Associazione Produttori Ortofrutticoli Trentini: “Dall’inizio del progetto di informazione sulle attività di APOT e delle OP Melinda e “la Trentina” sono passati 6 anni e, come ormai consuetudine, ci incontriamo per dialogare su questo percorso di evoluzione del modo di fare frutticoltura. Prosegue così quel percorso di “impegno” verso obiettivi di sostenibilità che cercano di accompagnare ed avvicinare la frutticoltura verso le istanze dei cittadini e dei territori.

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I numeri ci dicono che stiamo rispettando gli impegni, ma ci suggeriscono anche qualche riflessione più orientata ad un futuro che dovrà guardare con profonda attenzione all’organizzazione dell’informazione, all’innovazione tecnologica, all’agricoltura di precisione ed alla genetica intelligente, come nuovi strumenti necessari per realizzare il sogno “verde”. Oggi parliamo di api, su cui abbiamo aperto un capitolo di confronto importante proprio per migliorarci. Ma anche noi siamo un po’ come le api, cioè a rischio, ed il confronto quindi deve essere più attento, equilibrato e rispettoso da parte della società civile e da parte della politica verso le criticità dell’agricoltura. La Natura, come dico sempre, è il nostro datore di lavoro. Oggi aggiungo che la sostenibilità è fatta anche di rispetto, per la Natura e per le persone”.

L’appuntamento 2022 è stato inoltre l’occasione per presentare attraverso le parole di Alessandro Dalpiaz, direttore di APOT, i risultati dei controlli della campagna agraria 2021 ed i trend dei principali indicatori del progetto di sostenibilità.

È emerso un quadro in significativo miglioramento, ma con alcune aree di residua criticità verso le quali saranno indirizzati gli sforzi di miglioramento nel prossimo futuro. Tra i risultati ottenuti nel 2021, spiccano il trend di riduzione dell’impiego di fitofarmaci, che passano da quasi 52 kg/ha nel 2012 a poco più di 30 kg/ha nel 2020 (-42% sul 2012). Nel 2021 è stato ulteriormente affinato il metodo di calcolo del “rischio” connesso all’impiego di fitofarmaci, con l’adozione del l’Indice di Rischio armonizzato (HRI) impiegato a livello comunitario. Anche in questo caso la riduzione è molto significativa e, fatto 100 il rischio all’anno 2014, le scelte tecniche introdotte dal sistema APOT in collaborazione con il Centro di Trasferimento Tecnologico della Fondazione E. Mach hanno portato ad una riduzione dei rischi associati all’impiego di fitofarmaci di oltre il 43% in sei anni. Confermati i confortanti risultati riguardanti la biodiversità dei suoli trentini e la fase di assestamento del progetto di coltivazione biologica del mele.

Ennio Magnani

L’intervento dei ricercatori della Fondazione E. Mach ha portato un grande contributo alla conoscenza del rapporto tra fitofarmaci ed apicoltura, con significativi miglioramenti di alcuni aspetti ma anche il permanere di elementi di criticità, verso cui saranno indirizzati gli sforzi del sistema frutticolo per modellare nel miglior modo possibile le strategie di utilizzo dei fitosanitari sulle esigenze degli apicoltori e delle api nei periodi di maggiore sensibilità.

Molto apprezzato il contribuito apportato dalle storiche cantine toscane Marchese Antinori, attraverso la testimonianza dell’amministratore delegato Renzo Cotarella (intervistato da Roberto Della Casa, docente dell'Università di Bologna e responsabile scientifico di Agroter) che ha raccontato la storia di questa unica realtà agricola italiana, che per prima ha saputo cogliere l’importanza del legame con il proprio territorio:  “La nostra logica imprenditoriale è proiettata alla bellezza, alla qualità, alla comunicazione emozionale dei luoghi dei nostri vigneti, alle interazioni con il territorio. Gran parte del valore del vino è emozionale, quindi legato anche al territorio dove viene realizzato: per questo il territorio deve far parte della comunicazione. E se il territorio dà tanto all'azienda, l'azienda deve lasciare tanto al territorio: è una comunione voluta".

L’evento è stato partecipato da circa 300 persone, tra il pubblico presente in Teatro – in numero limitato per motivi di sicurezza - e quello collegato via streaming. Regia e allestimento sono stati curati dall’agenzia Nitida Immagine di Cles.



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