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Ucraina, davanti alla guerra il dovere della solidarietà

ven 25 feb 2022 09:02 • Dalla redazione

I consiglieri provinciali promuovono una mozione per una soluzione diplomatica

TRENTO. I consiglieri provinciali di Trento hanno predisposto una proposta di mozione unitaria, che intendono discutere nella prossima seduta dell'aula fissata per l’8 marzo per una presa di posizione su quanto sta accadendo in Ucraina. Attoniti di fronte all'attacco militare russo in Ucraina e al dramma che si sta consumando nel cuore dell’Europa centrorientale, i consiglieri infatti intendono immediatamente testimoniare la condanna dell'aggressione armata e assicurare vicinanza e solidarietà alla popolazione colpita. “Nella consapevolezza del dovere di ognuno di partecipare a una solidarietà concreta e immediata scrivono i consiglieri in una nota stampa - abbiamo sottoscritto una proposta di mozione unitaria, per la prossima seduta del Consiglio provinciale, affinché la Provincia sia impegnata non solo a sollecitare il Governo italiano a promuovere il ritorno al dialogo diplomatico, ma anche a promuovere essa stessa strumenti di assistenza, aiuto e protezione alle persone in fuga dalla guerra, anche interagendo con la comunità ucraina presente sul nostro territorio”. Di seguito il testo della mozione.

“L’improvvisa esplosione delle tensioni fra la Russia e l’Ucraina, sfociata nell’intervento militare russo che sta immediatamente gravando sulle spalle delle popolazioni inermi, chiama all’assunzione di responsabilità anche i singoli territori e soprattutto quelli, come il Trentino, dove la vocazione all’accoglienza, al dialogo ed all’incontro è parte stessa dell’identità collettiva.

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Davanti all’avanzata delle armi, come sempre le vittime prime sono i cittadini ed i settori più fragili delle singole comunità. Di fronte ai molti cittadini in fuga deve dispiegarsi quella solidarietà concreta ed immediata che già abbiamo sperimentato in altre circostanze belliche, come quelle siriane ed afghane, anche attraverso strumenti di intervento come i cosiddetti “corridoi umanitari” o altre forme di assistenza, collaborazione e aiuto., testimoniando così una vicinanza concreta anche ai molti cittadini ucraini, fa i quali molte donne che vivono e lavorano sul nostro territorio.

In ossequio al disposto dell’art. 11 della Carta Costituzionale, il quale afferma che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alle libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente in condizioni di parità con gli  altri Stati alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia tra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo”, è piena e convinta la condanna delle istituzioni autonomistiche, consapevoli che il Trentino non può esimersi dal dovere morale che la sua stessa storia, fatta di condivisione e solidarietà, gli impone, nel ricordo non appannato di quando anche queste nostre valli furono attraversate dalla tragedia della guerra, obbligando i cittadini di allora al dolore dell’esilio ed alla precarietà della vita del profugo.

Tutto ciò premesso, il Consiglio provinciale impegna la Giunta a:

- sollecitare il Governo italiano a dispiegare ogni risorsa per un superamento del conflitto armato e per la ripresa del dialogo diplomatico, unico strumento adatto a contemperare i diversi interessi e a promuovere il civile confronto;

- attivare tutti gli strumenti possibili per garantire assistenza e aiuto ai profughi ucraini costretti a fuggire davanti all’avanzata russa, anche in collaborazione con le realtà associative trentine e ucraine presenti sul nostro territorio;

- partecipare, laddove possibile, a tutte le più vaste azioni di solidarietà nazionale ed internazionale, in favore di tutte le vittime di questa incredibile violenza che lacera il cuore stesso dell’Europa”.



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