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Valli del Noce, l'agricoltura tra moria del melo, scopazzi e clima

sab 26 feb 2022 12:02 • Dalla redazione

Oltre 150 agricoltori hanno partecipato online alla 25 giornata frutticola organizzata da Fem

VALLI DEL NOCE. L'andamento climatico della scorsa annata con uno sguardo agli scenari futuri, il punto su due importanti emergenze fitosanitarie quali moria e scopazzi del melo, ma anche i primi risultati dei trattamenti fitosanitari con impianti sopra chioma, unitamente alla fertilità del suolo e all'uso di ammendanti. Sono i temi centrali dell'agricoltura trentina affrontati durante la 25esima giornata frutticola delle valli del Noce organizzata dalla Fondazione Edmund Mach. L’evento ha visto partecipare 150 agricoltori in diretta streaming sul canale youtube FEM ed è stato organizzato dal Centro Trasferimento Tecnologico, introdotto dal direttore generale della Fondazione Edmund Mach, Mario Del Grosso Destreri e moderato da Tommaso Pantezzi, responsabile dell'Unità frutticoltura.

I dati raccolti dalle 100 stazioni agro-meteorologiche con una serie storica di rilevazioni che va dai 20 ai 40 anni ha permesso di elaborare alcune analisi meteo climatiche utili a comprendere meglio alcuni fenomeni che riguardano le produzioni agricole. Per quanto riguarda il 2021, le temperature medie (nel periodo 1° marzo – 31 ottobre) sono state nel complesso molto simili alla media climatica evidenziando comunque alcune anomalie: l’ultima decade di marzo è stata più calda rispetto alla media (+4°C/+5°C) e al contrario nella prima decade di aprile le temperature sono state particolarmente rigide (gelate del 6/7/8 aprile 2021).

Le precipitazioni sono state simili alla media climatica. L’analisi della tendenza dei dati storici sembra coincidere con gli scenari climatici prodotti dai diversi organi internazionali come l’IPCC che prevedono un aumento della temperatura media che porterà alla riduzione delle giornate fredde con temperature inferiori allo zero e un leggero aumento dei fenomeni intensi come rovesci e grandinate.

È stato fatto, quindi, il punto sul fenomeno della moria del melo che nel 2021 è ricomparso in maniera grave colpendo un numero elevato di frutteti. Molte delle piante colpite, dopo un apparente miglioramento dovuto alle condizioni climatiche del mese di maggio, sono definitivamente deperite nel periodo estivo ed autunnale.

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A fine stagione si sono contati centinaia di casi con percentuali elevate di piante in forte deperimento o completamente collassate, come emerge anche dalle segnalazioni avute dagli agricoltori. Questo fenomeno, presente anche in altre aree frutticole del Nord Italia e all’estero, compare in maniera imprevedibile ormai da diversi anni. A partire dalle prime osservazioni ad inizio anni 2000 sono state messe in atto numerose indagini di campo e prove sperimentali per trovare possibili soluzioni tecniche. Ad oggi non è stata individuata una chiara soluzione al fenomeno della moria, tuttavia l’analisi complessiva di tutte le attività finora svolte restituisce un quadro più chiaro della problematica, mettendo in luce i fattori che possono mitigarla o aggravarla.

È stata evidenziata anche l'importanza dell'apporto della sostanza organica specialmente dopo i problemi di fertilità manifestati dai terreni oggetto di lavorazioni in occasione dei rinnovi degli impianti. Tuttavia si osserva che in molti frutteti il ripristino di sostanza organica viene poco o per nulla effettuato, preferendo la distribuzione di concimi minerali o organici. L’apporto di sostanza organica utile al mantenimento di una buona fertilità dei terreni agrari si ottiene solo mediante la distribuzione di ammendanti in notevole quantità e di elevata qualità. Le principali tipologie di ammendanti impiegate in frutticoltura sono letame maturo, frazione solida dei liquami maturi, frazione solida del digestato maturo, compost, torba. In Trentino, per i frutticoltori, esistono diverse opportunità di trovare ed utilizzare con comodità e sostenibilità economica, ammendanti di ottima qualità.

Anche in questa edizione si è parlato di scopazzi del melo (Apple proliferation), malattia epidemica che all’inizio degli anni 2000 ha creato gravi danni alla frutticoltura delle valli del Noce. Il monitoraggio della malattia condotto a livello provinciale da diversi anni indica che in alcuni areali vi è un aumento preoccupante della percentuale di piante sintomatiche. Infatti, in Alta valle di Non il dato medio risulta di oltre il 2%, che rispetto al dato medio provinciale di 0,67%, e a quello della bassa e media valle di Non di rispettivamente fra 0,5% e 0,4%, rappresenta una situazione allarmante. L’analisi ed il confronto dell’evoluzione degli scopazzi e dei vettori presenti nelle diverse situazioni hanno permesso di evidenziare quali sono le azioni che riescono meglio a contenere la problematica, sottolineando come anche nelle aree critiche il puntuale estirpo delle piante colpite permette una riduzione dell’inoculo e un rallentamento dell’incremento della malattia, sia a livello di frutteto che di area frutticola. Anche la puntualità nell’esecuzione dei trattamenti, in particolare della prima generazione di C. melanoneura, che coincide con le fasi iniziali di sviluppo delle piante è un fattore importante nel controllo degli scopazzi.

In vari areali frutticoli, in Italia e all’estero, si sta assistendo da alcuni anni ad un accresciuto interesse verso i sistemi di applicazione dei prodotti fitosanitari mediante impianti di erogazione sopra chioma. Nella presentazione sono stati illustrati i numerosi vantaggi offerti da questo sistema come la fase di applicazione rapida e tempestiva, la possibilità di una distribuzione localizzata sulla fila, la potenziale riduzione della deriva con la capacità di trattare in pochi minuti nelle condizioni meteo ideali, la possibilità di trattare in condizioni difficili (forte pendenza, carreggiate scivolose, scarsa luminosità, ecc.), una maggior sicurezza per l’operatore. La sperimentazione sull’impiego di nuove tipologie d’impianto per la distribuzione sopra chioma a punto fisso è in corso presso la Fondazione Mach da alcuni anni, in particolare sui frutteti allevati in parete stretta pedonabili, semi-pedonabili e non-pedonabili del Progetto MePS (Meleto Pedonabile Sostenibile). Il loro impiego sembra adatto anche al trattamento di appezzamenti in prossimità di aree sensibili oltre che su terreni in pendenza.

 



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