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Incidenti sul lavoro: i sindacati lanciano l’allarme

gio 12 mag 2022 16:05 • Dalla redazione

Cgil, Cisl, Uil al Consiglio provinciale chiedono più sicurezza

TRENTO. Dopo la morte di Thomas Ziller, il giovane vittima di incidente mentre stava manovrando il trattore tosaerba, e l’infortunio sul lavoro di un cinquantottenne solandro mentre operava su un impianto di risalita a Marilleva, i sindacati per l’ennesima volta lanciano l’allarme sociale. L’hanno fatto oggi con un presidio in piazza Dante e chiedendo e ottenendo dal presidente Walter Kaswalder di parlarne ai capigruppo provinciali, che hanno di fatto incontrato a mezzogiorno.

Andrea Grosselli (Cgil) ha evidenziato che nel primo trimestre 2022 si registra un +22,5% delle denunce di infortuni all’Inail, +33% nel settore edile. Crescono i subappalti a lavoratori con partita Iva, meno strutturati e più esposti al rischio di incidenti. “Serve il massimo impegno di tutti, occorre più attenzione”, ha detto il segretario di Cgil, spiegando che bisogna diffondere nelle aziende la presenza di controllori qualificati. E’ grave – ha quindi aggiunto – che in agricoltura e nell’edilizia le parti datoriali non vogliano accordi per destinare risorse ad hoc e introdurre quindi gli r.l.s.t. (rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale).

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D’altro canto gli ispettori del lavoro provinciali sono meno di dieci, mentre lo Stato grazie al Pnrr sta invece potenziando questo presidio. In ambito sanitario c’è l’unità Uopsal, che però è impegnatissima a supportare le indagini della Procura e ha poco tempo da dedicare invece alla prevenzione. Ultima, fondamentale annotazione di Grosselli: si chiede che gli incentivi della Pat alle imprese vengano strettamente condizionati al rispetto di standard qualitativi nel campo dell’antinfortunistica.

 Walter Alotti (Uil) ha auspicato che dopo i Carabinieri anche il corpo forestale possa decidere di specializzare del personale sul fronte della prevenzione di incidenti sul lavoro. Ancora, ha chiesto che la Pat ripristini il premio “Lavoro in sicurezza” alle imprese virtuose. Ha giudicato infine poco funzionale l’avvenuto trasferimento della competenza sulla sicurezza del lavoro dall’assessorato alla salute (cui afferisce l’Uopsal) a quello per lo sviluppo economico.

Michele Bezzi (Cisl) ha chiesto più controlli e ribadito con forza la richiesta alla Giunta provinciale di ancorare contributi e premialità alle imprese al concreto impegno per frenare la piaga delle morti e degli incidenti sul lavoro.

Manuela Faggioni (Cgil) ha aggiunto altri dati: le aziende trentine sono mediamente piccole e faticano a sopportare i costi della sicurezza. Su 44 mila, solo 191 sono certificate sul fronte della sicurezza, solo 212 su quello ambientale, 240 con il Family Audit. Premiate chi si certifica – ha detto – o create un marchio per fregiare le aziende virtuose.

L’assessore Achille Spinelli – presente all’incontro assieme al vicepresidente della Provincia, Mario Tonina – ha voluto chiarire che “siamo tutti dalla stessa parte”, ugualmente interessati a frenare un fenomeno gravissimo. La pandemia ha peggiorato le cose al momento della ripresa, così come il boom edilizio connesso al superbonus 110%. Sì, serve formare i giovani, fare più controlli, introdurre premialità per le aziende. La Giunta sta lavorando e intende attuare la risoluzione consiliare, sa bene poi che l’Uopsal è sotto organico. La strada è in salita, ma la volontà di percorrerla con successo c’è.

 



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