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A luglio nascerà la Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo

lun 16 mag 2022 09:05 • Dalla redazione

L’assemblea dei soci ha approvato la fusione 1521 soci. La nuova cassa conterà 34 filiali

CLES. Il 56,28% dei 10.514 Soci della Cassa Rurale Val di Non aventi diritto al voto ha partecipato alle Assemblee ordinaria e straordinaria approvando con larga maggioranza il bilancio (98,7% favorevoli del totale voti espressi) e il progetto di fusione con la Cassa Rurale Rotaliana e Giovo (82,63% favorevole del totale voti espressi).

“La partecipazione così significativa, non scontata e ben oltre alle aspettative, rappresenta un’importante dimostrazione di attaccamento della base sociale alla sua Cassa, considerata anche l’impossibilità a organizzare l’evento in presenza a causa delle restrizioni derivanti dall’emergenza sanitaria e la necessità quindi di ricorrere al tramite del rappresentante designato” (il notaio Domenico De Pascale per l’Assemblea Ordinaria e il notaio Andrea De Prisco per l’Assemblea Straordinaria).

L’approvazione del progetto di fusione da parte dei Soci della Cassa incorporanda, la Rurale Rotaliana e Giovo, è stata espressa in occasione dell’assemblea straordinaria di ieri, venerdì 13 maggio con 1679 votanti, sui 3618 soci aventi diritto. Hanno espresso parere favorevole alla fusione 1521 soci per una percentuale pari al 90,5%.

“Il forte consenso espresso dai soci al piano di fusione da parte di entrambe le compagini sociali è motivo di soddisfazione” esprime con orgoglio il Presidente Mauro Mendini“Ulteriore entusiasmo nel portare avanti un progetto che andrà a beneficio della comunità, un segno di approvazione che evidenzia come la Cassa Rurale Val di Non vanti di un’immagine e reputazione elevata che va oltre i confini della nostra valle”, sottolinea con orgoglio il presidente.

Dal primo luglio prossimo, con l’approvazione già ottenuta da parte della Banca Centrale Europea,  nascerà quindi la Cassa Rurale Val di Non Rotaliana e Giovo, una banca che conterà 34 filiali e servirà la popolazione residente in 23 comuni dell’area di competenza della nuova cassa Rurale, considerando solo le aree con sportelli bancari e non le limitrofe.

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“Le premesse sono ottime”, sottolinea il direttore generale della Cassa Rurale Val di Non, Massimo Pinamonti, che prosegue: “A chiusura di un anno di esercizio e di lavoro portato a termine in un contesto economico e sociale non privo di difficoltà, la Cassa Rurale Val di Non si dimostra essere una banca forte che fa la differenza nell’economia della propria comunità, una Cassa ormai fra le più importanti in regione, benchmark di riferimento per il gruppo. E i soci hanno riconosciuto il valore e il lavoro della struttura approvando il bilancio quasi all’unanimità. La gestione attenta del Bilancio, anche con il contenimento di alcuni costi operativi, ha consentito di raggiungere e superare gli obiettivi strategici annuali e pluriennali. L’utile netto ha toccato la cifra record di 12,6 milioni di euro, importo significativo che va a rafforzare ulteriormente il patrimonio (fondi propri, 175 milioni di euro) e a sostenere le associazioni locali e le iniziative a beneficio della comunità. L’indice di solidità della Cassa Rurale (CET1) raggiunge quota 28,7%, valore altamente superiore alla media delle banche italiane (14%). Nell’anno 2021 il totale degli accantonamenti al fondo svalutazione crediti è stato di 7,9 milioni di euro, grazie ai quali l’incidenza del credito deteriorato netto sul totale crediti scende allo 0,53%. “I quasi due miliardi di raccolta complessiva, cresciuta del 10,55% rispetto allo scorso anno, sono lo specchio della fiducia che le famiglie ripongono in noi, nella professionalità e vicinanza dei nostri consulenti, affidandoci la gestione dei loro risparmi, scegliendo forme di investimento sempre più evolute e diversificate. Il risparmio gestito è infatti cresciuto del 24%, sfiorando i 600 milioni di euro, con sempre più portafogli che prediligono questa forma di risparmio rispetto agli investimenti tradizionali”, aggiunge Pinamonti. Tale raccolta ha permesso infatti di redistribuire risorse nel tessuto economico locale: i prestiti hanno raggiunto i 780 milioni di euro con un incremento del 6% rispetto al 2021, dato in controtendenza rispetto all’andamento moderato degli ultimi anni. “I nostri soci e clienti possono trovare nei consulenti della Cassa Rurale Val di Non un riferimento importante e qualificato in ogni campo, affidandosi senza remore, certi di riporre la propria fiducia in persone preparate e vicine alla propria gente, presenti con continuità nella comunità. Anche nel momento in cui la nostra comunità cresce, proprio perché noi cresciamo con la comunità stessa in cui cooperiamo” dichiara il presidente Silvio Mucchi, che continua: “È in quest’ottica che si inserisce il progetto di fusione con la Cassa Rurale Rotaliana e Giovo, una Cassa sorella, sana e solida, affine per contesto economico di operatività. Siamo certi che tale unione porti ad un arricchimento reciproco, consentendoci di consolidare ulteriormente la nostra strategia organizzativa, sviluppando sinergie che ci permettono di investire in competenze e professionalità a servizio della comunità”.

I numeri esprimono la solidità che la nuova Cassa potrà garantire a sostegno del territorio. I Fondi propri ammontano a 228 milioni con un indice di affidamento CET1 pari al 28,29%. La raccolta complessiva delle due Casse supera i 2,3 miliardi di euro mentre gli impieghi ammontano a più di un miliardo di euro.

Per quanto riguarda la governance, il Consiglio di Amministrazione non subirà ampliamenti nel numero dei componenti e sarà composto dal Presidente Silvio Mucchi, più otto consiglieri, due dei quali verranno sostituiti cooptando due rappresentanti della Cassa incorporanda, Mauro Mendini e Alessandro Lettieri, attuali presidente e vicepresidente della Cassa Rurale Rotaliana e Giovo. La direzione generale è confermata a Massimo Pinamonti, mentre il ruolo di vicedirettore sarà assegnato a Paolo Segnana, l’attuale direttore della Cassa Rurale Rotaliana e Giovo.



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