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Al via l’iter di riforma delle Comunità di valle

mar 24 mag 2022 10:05 • Dalla redazione

L’assessore Gottardi: «L’obiettivo è ridare centralità ai Comuni»

TRENTO. È partito finalmente, in Prima commissione, l’iter di riforma della Comunità di valle (ddl n. 145). Una riforma attesa dal 2020 quando la Giunta Fugatti aveva nominato un commissario per ogni Comunità, in vista appunto di un intervento legislativo di riforma generale con l’obiettivo, si legge nella delibera di approvazione del disegno di legge (la n. 863 del 19 maggio 2022), di restituire centralità all’ente comunale consentendo loro “il pieno svolgimento del loro ruolo di presidio territoriale e sociale, valorizzandone l’autonomia organizzativa nello svolgimento delle proprie funzioni istituzionali”. Lo schema di disegno di legge approvato contiene le disposizioni per l’avvio del processo di riorganizzazione delle comunità previste dall’articolo 14 della legge provinciale n. 3 del 2006, limitandosi a intervenire, in questa fase, sugli organi della comunità, valorizzando il ruolo dei sindaci dei comuni compresi nel relativo territorio e sui soggetti coinvolti nella pianificazione territoriale e nella tutela del paesaggio. L’intervento prevede quindi una ridefinizione degli organi della comunità in modo da limitare la terzietà dell’ente intermedio rispetto ai comuni che ne compongono il territorio. In particolare, la nuova Comunità si strutturerà in nuovi organi quali il consiglio dei sindaci, il presidente, l’assemblea per la pianificazione urbanistica e lo sviluppo e il comitato esecutivo (facoltativo). La riforma, inoltre, andrà a incidere anche sulla revisione della composizione della commissione per la pianificazione territoriale e il paesaggio della comunità (CPC) e delle commissioni edilizie comunali (CEC) attraverso una riduzione del ruolo della Provincia sia nella composizione che nella vigilanza sull’attività delle commissioni, mentre le commissioni edilizie comunali esprimeranno un parere obbligatorio nei casi di autorizzazione paesaggistica di competenza del sindaco.

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Il ddl prevede la figura del direttore generale che sostituirà il segretario generale (solo due comunità hanno un segretario, le altre le hanno in “prestito” da un comune) e avrà caratteristiche specifiche. Potrà essere un segretario comunale o un dipendente Pat che ha lavorato per 5 anni come funzionario. Inoltre, potrà essere chiamato direttamente dal presidente e del Consiglio dei sindaci. Chiamata diretta, ha aggiunto Gottardi, necessaria per superare i rischi di incomprensione, tutt’altro che rari, tra amministratori e segretari.

Presentando la sua proposta di legge, l’assessore Mattia Gottardi ha ricostruito il quadro della situazione degli enti locali negli ultimi anni raccontando di anni difficili, caratterizzati dal peso del Patto di stabilità che ha provato sia la struttura, in termini di personale, che le finanze dei municipi trentini. “In questo quadro - ha affermato - va inserita la riforma che cambia prospettiva la prospettiva delle Comunità di valle: da strumento pensato per tagliare il numero dei comuni a Comunità composte da comuni e guidate dai sindaci”. L’assessore ha aggiunto che il suo ddl è stato discusso con comuni che sono i protagonisti di questo percorso. Ci sono alcuni passaggi che vanno ancora definiti dal punto di vista giuridico: c’è l’intenzione di sistemare la norma di attuazione del 1974 per adattare la rappresentanza politica a quella attuale. C’è poi un vincolo legato al Pup per le Cpc (le Commissioni di programmazione territoriale delle Comunità) hanno evidenziato un’applicazione scostante.

Alex Marini (5 Stelle) ha chiesto se c’è un data base sui ricorsi e i pareri negativi del Servizio urbanistico Pat sui pareri delle Cpc e un quadro degli scavalchi dei segretari. Ugo Rossi (Azione) ha definito inusuale l’articolo uno che parla di “fino alla riforma generale dei capi V e V bis” che farebbe pensare che ci sarà una nuova riforma delle Comunità. Una formulazione, ha aggiunto l’assessore, di tecnica normativa che potrebbe comunque indurre a interpretazioni e quindi verrà ripensata. Paolo Zanella (Futura) ha detto che esprimerà le sue valutazioni politiche dopo le audizioni.

Il primo giugno verranno ascoltati il Cal, il sindacato confederale, il Coordinamento imprenditori, il Comitato inter professionale degli Ordini e Collegi, Italia Nostra e Asuc. Bocciata la proposta della minoranza di chiedere un parere sul ddl alla Terza commissione per ciò che riguarda le ricadute sull’urbanistica.

 

 



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