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12 giugno: si vota per cinque referendum

ven 10 giu 2022 12:06 • Dalla redazione

Si vota alle 7 alle 23 su cinque quesiti sui temi della giustizia

ROMA. Se ne parla poco, ma il prossimo 12 giugno gli italiani saranno chiamati alle urne per 5 referendum che riguardano il tema della giustizia. Si voterà domenica 12 giugno, dalle 7 alle 23. I cinque diversi quesiti referendari chiedono di abrogare altrettante leggi. È possibile scegliere di votare anche per uno solo dei quesiti.

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Primo quesito: incandidabilità per i politici condannati Chi è condannato in via definitiva per alcuni gravi reati penali non può candidarsi alle elezioni, né assumere cariche pubbliche e, se è già stato eletto, decade. Coloro che sono eletti in un ente locale, come i sindaci, sono invece automaticamente sospesi dopo la sentenza di primo grado. Se vince il “sì”, sia l’incandidabilità per i condannati in via definitiva, sia la sospensione per gli eletti in enti locali, non saranno più automatiche ma saranno decise da un giudice caso per caso. Se vince il “no” tutto rimane come è ora.

Secondo quesito: limitazione delle misure cautelari Le misure cautelari possono essere applicate solo in tre casi: se c’è il pericolo che la persona fugga, che alteri le prove oppure che continui a ripetere il reato. Se vince il “sì”, viene eliminata la ripetizione del reato dalle motivazioni per disporre misure cautelari. Rimangono il pericolo di fuga e di alterazione delle prove. Se vince il “no” tutto rimane come è ora.

Terzo quesito: separazione delle carriere nella giustizia Nel corso della loro vita lavorativa, i magistrati italiani possono passare più volte dal ruolo di pubblici ministeri al ruolo di giudici. Se vince il “sì” i magistrati dovranno scegliere, all’inizio della loro carriera, se svolgere il ruolo di giudici oppure di pubblici ministeri, per poi mantenere quel ruolo per tutta la vita. Se vince il “no” tutto rimane come è ora.

Quarto quesito: elezione del Consiglio superiore della magistratura Il Consiglio superiore della magistratura è composto da 24 membri, eletti per un terzo dal Parlamento e per due terzi dai magistrati. Oggi, per candidarsi, è necessario presentare almeno 25 firme di altri magistrati a proprio sostegno. Queste firme, oggi, sono spesso fornite col supporto delle varie correnti politiche interne alla magistratura. Se vince il “sì” non sarà più necessario l’obbligo di trovare queste firme, ma basterà presentare la propria candidatura. Se vince il “no” tutto rimane come è ora.

Quinto quesito: valutazione dei magistrati I magistrati italiani vengono valutati ogni quattro anni sulla base di pareri motivati, ma non vincolanti, dagli organi che compongono il Consiglio superiore della magistratura e il Consiglio direttivo della Corte di Cassazione. Se vince il “sì” anche avvocati e professori universitari avranno il diritto di votare sull’operato dei magistrati. Se vince il “no” tutto rimane come è ora.



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