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FederCoop, utile netto di 272 mila euro. Di 3,25 miliardi il valore della produzione

sab 11 giu 2022 15:06 • Dalla redazione

Il presidente Simoni: “La pandemia e la crisi energetica hanno messo in luce la necessità di ripensare al modello di società e di sviluppo”

TRENTO. L’assemblea della Federazione Trentina della Cooperazione, una organizzazione che rappresenta 436 imprese, 290 mila soci e socie e oltre 24 mila persone occupate, approva un bilancio 2021, con un valore della produzione in crescita (da 3 a 3,25 miliardi di euro), così come il patrimonio netto (da 2,6 a 2,7). Il documento contabile chiude con un utile netto di 272 mila euro a fronte di ricavi per 18,3 milioni e di costi per 17,7 milioni.

La relazione del presidente Roberto Simoni ha preso in esame tutti i fattori di incertezza, dall’inflazione all’exploit dei costi di energia e materie prime, mettendo in rilievo l’effetto talvolta drammatico sui bilanci delle cooperative, ma ha anche esortato a reagire puntando sulla forza del sistema e sulla capacità di rispondere ai bisogni della comunità.

“Le varie crisi hanno messo in luce la necessità di ripensare al modello di società e di sviluppo, che non potrà essere declinato solo sulla ricchezza materiale, ma dovrà tenere conto dello sviluppo umano integrale e del benessere della comunità. È la rivincita del capitale umano su quello finanziario e qui la cooperazione ha molto da dire”.

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Sta sotto questo cappello l’impegno del movimento a sostegno della comunità, che si è manifestato nell’organizzazione degli hub vaccinali a supporto dell’Azienda sanitaria, nell’accoglienza alle persone che scappano dalla guerra di aggressione all’Ucraina e dal rinforzo dei servizi alle periferie, anche con strumenti nuovi, come le cooperative di comunità e le comunità energetiche.

Le possibili linee d’azione individuate da Simoni sono principalmente tre: la transizione ecologica, la giustizia intergenerazionale e il nuovo welfare, “Tutti settori dove la cooperazione può giocare un ruolo importante”. Simoni cita l’accordo con la Provincia per incentivare l'installazione di impianti fotovoltaici sui tetti privati e il contributo per quelli delle imprese. E racconta l'impegno insieme ai Bim per riunire le persone che installeranno i pannelli sul tetto delle loro case in comunità energetiche con forma giuridica cooperativa, “la forma che meglio si adatta allo scopo di recuperare a favore dei cittadini l'eventuale redditività generata dall'autoproduzione di energia”.

“È necessario e urgente attuare la transizione ecologica sia per creare fonti energetiche e alimentari alternative a quelle russa e ucraina, sia per generare prosperità e benessere, grazie a un'economia più sostenibile, equa e sana”. “Serve creare una società più giusta dal punto di vista intergenerazionale – ha aggiunto il presidente – e dell'equilibrio tra i generi, altrimenti rischiamo l'insostenibilità. Serve riprogettare il sistema di welfare creandone un secondo a completamento di quello tradizionale per intercettare e soddisfare bisogni in continua evoluzione”.

L’assemblea ha eletto due consiglieri in sostituzione di Renzo Marchesi e di Adriano Orsi, entrambi decaduti dal loro incarico rispettivamente in Concast Trentingrana e in Cassa Rurale Alta Vallagarina. Al loro posto entrano in Consiglio di amministrazione della Federazione Stefano Albasini, nuovo presidente di Trentingrana, e Maurizio Maffei, neoeletto presidente della Cassa Rurale Vallagarina.

 

 



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