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Verso il Concilio Vaticano III?

dom 28 ago 2022 10:08 • Dalla redazione

La Chiesa verso decisioni non più rinviabili

VALLI DEL NOCE. Ogni tanto se ne parla: nella Chiesa c’è bisogno di un nuovo concilio perché troppe questioni sono di fatto rimaste sospese. Il 7 ottobre 1999, intervenendo al Sinodo dei vescovi che rifletteva sull’evangelizzazione dell’Europa, il cardinal Martini stupì i “padri” parlando loro di un suo “sogno”: la convocazione di un Concilio, qualcosa di simile a un Concilio Vaticano III, per affrontare una serie di temi urgenti: “Penso in generale agli approfondimenti e agli sviluppi dell’ecclesiologia di comunione del Vaticano II. Penso alla carenza in qualche luogo già drammatica di ministri ordinati e alla crescente difficoltà per un vescovo di provvedere alla cura d’anime nel suo territorio con sufficiente numero di ministri del vangelo e dell’Eucarestia. Penso ad alcuni temi riguardanti la posizione della donna nella società e nella Chiesa, la partecipazione dei laici ad alcune responsabilità ministeriali, la sessualità, la disciplina del matrimonio, la prassi penitenziale, i rapporti con le Chiese sorelle dell’Ortodossia e più in generale il bisogno di ravvivare la speranza ecumenica, penso al rapporto tra democrazia e valori e tra leggi civili e legge morale”.

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 Sono parole che conservano un’attualità sorprendente. Ora è papa Francesco che in modo inaspettato e nuovo, convoca un concistoro (cioè un incontro di tutti i cardinali) per la fine di agosto. Non è certamente per eleggere un nuovo papa, non è un conclave, dal momento che l’attuale non sembra intenzionato a dimettersi, anche se una legge sulla rinuncia e sullo status del pontefice emerito sembra essere pronta. I cardinali si incontreranno per creare una certa socialità, per conoscere anche i nuovi, confrontarsi su vari problemi, fra i quali la nomina di laiche e laici a incarichi importanti di curia. Sarebbe davvero un bel segno se questa “ascesa” dei laici fosse finalmente il riconoscimento che tutti i battezzati hanno responsabilità nella vita della chiesa e possono di fatto partecipare alla missione che è di tutti: annunciare il Vangelo e tracciare strade per vivere la fede. Non c’è dubbio che questa volta i cardinali saranno obbligati a parlare anche di dottrina. Da anni si va ripetendo, per difendere Francesco dai reazionari, che egli «non tocca la dottrina», ma la pastorale. Come se tutto deve rimanere immobile, sempre uguale anche nei casi in cui ciò che si insegna è incomprensibile, o senza chiedersi perché nessuno lo ricorda e lo vive più. Questa volta si parlerà di magistero e del “balzo in avanti” come disse papa Giovanni, che il Concilio voleva fare e fece. E si potrà capire se la Chiesa è ancora convinta che il Vaticano II la può portare verso decisioni non rinviabili e magari un futuro Concilio che le affronterà.


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