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Sostenibilità, energia e investimenti: Anef lancia il Manifesto per la montagna

sab 17 set 2022 12:09 • Dalla redazione

Valeria Ghezzi confermata alla presidenza: in consiglio anche Cristian Gasperi di Funivie Folgarida Marilleva

RICCIONE. Un documento di sintesi, un manifesto che raccoglie le emergenze, le necessità, le proposte per una nuova centralità delle terre alte. È un accorato appello alla politica in vista delle elezioni di settembre quello che lancia l’annuale assemblea di Anef, l’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari che, riunita all’Hotel Nautico di Riccione (Emilia Romagna), ha rinnovato l’incarico di presidente a Valeria Ghezzi, con una proroga di due anni al suo mandato: per il Trentino entrano in Consiglio generale Daniele Dezulian e Cristian Gasperi (eletti) con Luca Guadagnini (componente di diritto) ed entra inoltre Roberto Serafini in qualità di probo viro.

Il manifesto è frutto del lavoro di circa 280 fra aziende, imprenditori, istituzioni e protagonisti della vita nelle terre alte.

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Un documento che pone l'attenzione sul valore e sulle potenzialità dei territori montani, come spazio di vita peculiare e unico per chi ci abita (o ci potrebbe abitare) e per chi ci lavora (o ci potrebbe lavorare) e come patrimonio territoriale di cui siamo tutti beneficiari e responsabili.

Questo, oltre a ribadire l’importanza del settore impianti a fune come motore dell’intera economia di montagna, definisce i passi e gli impegni futuri che saranno rivolti a una sempre maggiore dedizione per garantire la sostenibilità ambientale, economica e sociale della montagna.

Il documento si articola attorno a 9 parole chiave quali sostenibilità (lo sviluppo socio economico dei territori come chiave per mantenerli abitati e il non-abbandono dei territori e per il rispetto e la valorizzazione sociale e ambientale), acqua (risorsa che viene presa in prestito e trasformata in neve per essere poi naturalmente restituita in primavera nelle stesse condizioni idriche e sugli stessi versanti di prelievo), energia (con il tema dei rincari energetici), presidio del territorio e sicurezza idrogeologica (un ruolo assunto negli anni dagli impiantisti), lavoro (con il tema del rinnovo del contratto collettivo nazionale), sicurezza, turismo, valore socio economico della filiera della montagna (gli impiantisti, con il loro 1.2 miliardi di euro di fatturato e un indotto di 8 miliardi, rappresentano il motore dell’intera filiera della montagna), investimenti (ingenti ed essenziali per garantire da una parte la sicurezza e dall’altra la competitività delle località sciistiche.

 

 



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