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Elezioni, i candidati rispondono al Comitato dell’acqua

gio 22 set 2022 14:09 • Dalla redazione

Aderiscono all’iniziativa Alleanza Verdi e Sinistra Italiana, Italia Sovrana e Popolare, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle

TRENTO. In vista delle prossime elezioni politiche del 25 settembre 2022 il Comitato permanente per la difesa delle acque del Trentino ha sottoposto ai candidati al senato e alla camera dei deputati i seguenti quesiti (leggi l'articolo)

1. Taglio Incentivi Impianti idroelettrici

2. Nuova legge sulla produzione idroelettrica

3. Riforma dell'APPA (Agenzia Provinciale per la Protezione dell'Ambiente)

4. Mappatura e accessibilità dei dati

5. Rappresentanza delle associazioni e dei cittadini

6. Rispetto dei corpi idrici in chiave ecologica e nuovi paradigmi di gestione

Ecco qui di seguito le risposte pervenute (in ordine di arrivo):

Alleanza Verdi e Sinistra Italiana: Roberta Rigamonti, Mirko Carotta e Renza Bollettin

1. In un territorio come quello del Trentino Alto-Adige lo sfruttamento idroelettrico riveste particolare importanza, in quanto copre buona parte del fabbisogno energetico. Anche a livello nazionale, pur in percentuali minori, la produzione di energia con impianti idroelettrici è un tassello fondamentale per coprire il fabbisogno energetico italiano totale. La natura (parzialmente) rinnovabile della fonte acqua e la comodità degli impianti già presenti su territorio italiano non devono però distogliere l’attenzione dagli effetti negativi non trascurabili degli sbarramenti e delle derivazioni: interruzione della continuità del trasporto di sedimenti, con effetti sui litorali; riduzione della disponibilità di habitat a valle degli sbarramenti; modifica delle condizioni di portata e temperatura dell’acqua a valle delle restituzioni. Questi sono solo alcuni esempi di effetti negativi derivanti dallo sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua, per rispondere ai quali la comunità scientifica si sta impegnando da anni. Si pensi ai progetti di ripascimento o bypass dei sedimenti o alla simulazione di onde di piena al momento del rilascio di acqua da scarichi di fondo o restituzioni. Va quindi tenuto ben presente, al momento dell’approvazione di bandi per nuove impianti, quali siano le condizioni a cui questi vengono concessi. Va posta particolare attenzione alla gestione dei sedimenti dalla sorgente alla foce ed all’entità del deflusso restituito, prediligendo soluzioni che non alterino in maniera sostanziale la natura dei corsi d’acqua

2. Come riportato al punto 1, il nostro Paese, ed in particolare la Regione Trentino Alto-Adige, non può prescindere dalla produzione idroelettrica, ma questa deve essere fatta secondo criteri di sostenibilità ambientale. Coinvolgere le realtà locali nel processo autorizzativo sicuramente è un passo importante per dare modo a chi vive il territorio di portare la propria esperienza e conoscenza nei processi disseminati sul territorio.

3. I recenti avvenimenti legati al progetto del bypass ferroviario e della gestione dei rifiuti hanno evidenziato ancora una volta quanto l’APPA sia legata alla Giunta Provinciale. Urge assolutamente mettere in campo delle riforme sostanziali per renderla, come scritto un’ “autorità amministrativa autonoma e autorevole”.

4. I dati ambientali devono essere assolutamente di facile reperibilità, chiari (quindi corredati di adeguati metadati) e ben organizzati. La gestione dovrebbe essere in capo ad un solo ente, quale ad esempio l’Autorità di Bacino Distrettuale, che provvederebbe ad uniformarne i formati ed organizzarne i metadati. A questo proposito, e magari non limitatamente a questo ambito, potrebbe essere rivista il rapporto tra le norme provinciali e quelle italiane, che recepiscono quelle europee in un più ampio quadro di gestione dei corsi d’acqua.

5. Sicuramente, pur dovendo in qualche modo trovare un ente coordinatore, che gestisca i dati e le informazioni ambientali, non si può trascurare l’importanza della partecipazione di associazioni e cittadini che va invece favorita ed incentivata per poter raccogliere quante più informazioni e opinioni possibile, nella maniera più capillare e distribuita sul territorio possibile. I cittadini e le associazioni non sono fondamentali solo nei processi decisionali, ma anche nell’eventuale gestione delle emergenze e la partecipazione degli stessi ad entrambi le fasi è prevista dalle normative europee di settore.

6. Come detto nella risposta al punto 1, sono cambiate le conoscenze e la scienza ha fatto notevoli passi avanti nella gestione organica dei corsi d’acqua dalla sorgente alla foce, compresi i corpi idrici che si trovano lungo il loro corso. Le istituzioni devono essere capaci di agire nei confronti della scienza secondo due strade: sempre maggiori finanziamenti pubblici per produrre scienza di livello anche su scala locale e più forti collaborazioni con università ed istituti di ricerca per gestire in maniera avanzata ed aggiornata le risorse ambientali.

Italia Sovrana e Popolare: Michele Berti, M. Maistri

1. La posizione dei candidati di Italia Sovrana e popolare per inquadrare la questione, parte da un'analisi dei numeri a disposizione relativi alla produzione idroelettrica trentina. A fronte di un consumo di energia elettrica totale pari in Trentino nel 2020 a 3277,4 milioni di KW/h, con una leggera flessione in negativo rispetto al 2019, la produzione rinnovabile idroelettrica si attesta su valori di circa 4200 milioni di KW/h in continua crescita.

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Gli impianti di produzione, proprio per la presenza di incentivi, sono cresciuti dai 103 del 2000 ai 277 del 2020 con un aumento di quasi 2,7 volte. La potenza netta sviluppata dagli impianti idroelettrici è pari a circa 1,6 mln di KW. L'energia vediamo essere proprio in questo drammatico momento una risorsa strategica e un bene comune da tutelare e valorizzare. Non è necessario dover scegliere tra energia e ambiente, è necessario lavorare per sintetizzare un compromesso sostenibile che permetta a tutti l'accesso all'energia senza la speculazione che i mercati hanno costruito attorno al comparto e tutelando l'ambiente. A nostro avviso il settore deve tornare immediatamente ad una gestione pubblica uscendo dalla logica del profitto ed evitando il paradosso di questi giorni in cui gli speculatori scommettono sui guerrafondai scambiando il 90% delle transazioni in derivati e solo il 10% in risorse reali. In un quadro di gestione completamente pubblica, è necessario porre la questione incentivi al servizio di una pianificazione energetica di lungo periodo alla luce dello sviluppo enorme nel numero di impianti già funzionanti.

2. Sicuramente la posizione di Italia Sovrana e Popolare è quella di riportare l'ambito energetico in quanto strategico sotto la competenza del pubblico. Gli art.41, 42 e 43 della Costituzione prevedono questa possibilità a garanzia dell'interesse generale. Una legge che introduca dei limiti alla pubblica utilità sulla costruzione degli impianti e sui processi autorizzativi crediamo possa essere un'iniziativa parlamentare interessante da portare avanti in contesto di riforma del settore e di pianificazione energetica di lungo periodo. Rammentiamo che le iniziative legislative portate avanti dall'Agenda Draghi con il ddl concorrenza poi divenuto legge, approvato da tutte le forze che ora parlano di autonomia, rappresenta un nuovo tentativo di privatizzazione del settore idrico che porterà in direzione totalmente contraria alla gestione condivisa del bene comune energia anche e soprattutto in Trentino.

3. Molto spesso in Trentino abbiamo assistito a fenomeni di inquinamento che hanno messo in evidenza una connivenza tra chi deve controllare e chi è il controllato. Le vicende giudiziarie di Monte Zaccon, di Sardagna sono alcuni di questi esempi ben descritti dal giornalista Andrea Tomasi nel suo lavoro "La farfalla avvelenata" e nel successivo documentario "Veleni in paradiso". Un ente come APPA deve tornare ad essere indipendente dalla politica per svolgere con trasparenza e senza pressioni, le attività relative al controllo del territorio e alla protezione dell'ambiente.

4. Ogni tentativo che vada nella direzione di divulgare dati e permettere la formazione di un'opinione pubblica centrata e dettagliata sulle questioni che riguardano il territorio è per noi bene accetto. La democrazia e il concetto di sovranità passano attraverso la conoscenza dei fenomeni e quindi ogni strumento utile ad arricchire di dettagli questioni complesse e spesso controverse come quelle ambientali, è un aiuto alla crescita della coscienza politica e ambientale di tutta la cittadinanza che va perseguito senza timore.

5. La partecipazione della cittadinanza al processo decisionale è spesso molto difficile da realizzare in concreto. È certo che la condizione necessaria affinché le decisioni possano essere intraprese e avere forza è la capacità di condividerne obiettivi e metodi cercando sempre di arrivare ad un consenso diffuso. La presenza di organismi con potere decisionale sono, a nostro avviso, auspicabili e introducibili sempre comunque nell'ottica di condividere le responsabilità delle decisioni assunte ma, tutelando anche l'efficacia degli iter amministrativi che richiedono tempistiche compatibili con le esigenze dei territori coinvolti. Sulla presenza di organi di tipo consultivo che aumentino la partecipazione attiva dei cittadini la nostra posizione è assolutamente favorevole.

6. Come Italia Sovrana e Popolare siamo aperti a valutare nuove modalità di gestione dei corpi idrici per garantirne la tutela ed il controllo anche attraverso tecnologie aggiornate, con campionamenti diffusi che permettano di avere in tempi reale un monitoraggio completo delle condizioni dei corsi d'acqua e con interventi e attività che permettano di mantenere in equilibrio il nostro complesso sistema idrico.

Partito Democratico: Sara Ferrari

1. Gli incentivi all’impianti idroelettrici hanno distorto il mercato portando alla realizzazione di impianti che si reggono sul piano finanziario più che su quello industriale, inoltre spesso hanno permesso ai più “attrezzati” di cogliere l’occasione; il Trentino ha dato molto nello sfruttamento dei fiumi col piccolo Idro elettrico, ed il contributo rispetto al fabbisogno energetico nazionale è assolutamente marginale. Non ha quindi più senso continuare a drogare il mercato con gli incentivi.

2. Pieno sostegno a un’iniziativa di legge che ribadisca l’acqua come bene comune e che tolga la possibilità di riconoscere la pubblica utilità ad impianti sotto i 3 MW (ricordo che il gruppo del partito democratico ha presentato il disegno di legge numero che mirava proprio a eliminare la dichiarazione di pubblica utilità e quindi la possibilità di esproprio firmatari Manica e Ferrari). Parimenti ben venga ogni strumento che responsabilizza su questo tema le comunità locali.

3. Pur non riconoscendo una situazione emergenziale relativamente all’Appa che credo al pari di molte altre strutture in provincia di Trento abbia di norma ben funzionato nel suo ruolo, non ho preclusioni nell’immaginare un’evoluzione della stessa che possa rafforzare il ruolo autonomo ed indipendente della stessa. Credo che nell’immediato sia importante rafforzarne l’organico.

4. Ogni iniziativa che mira alla trasparenza alla messa a disposizione di dati ai cittadini e al coinvolgimento degli stessi nella gestione del proprio territorio non può che essere meritoria. Credo pertanto non posso che supportare l’istanza relativa all’aggiornamento e la messa disposizione del database.

5. Per le medesime ragioni citate sopra indebolire i meccanismi di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza non è sicuramente utile nella gestione e promozione e valorizzazione del territorio e quindi delle reti delle riserve in questo caso. Ritengo pertanto che la richiesta di rendere l’istituto partecipativo obbligatorio l’interno delle reti delle riserve possa essere un investimento nel buon funzionamento delle stesse.

6. Il Trentino ha fatto importanti passi avanti gli ultimi decenni nella gestione del proprio patrimonio idrico ciò nonostante il mutamento climatico e la mutata sensibilità dell’intera cittadinanza rispetto a queste tematiche e quindi alla salute dei corpi idrici ci impone di evolvere gli strumenti di gestione al fine di garantire una sempre migliore qualità degli stessi ed un migliore equilibrio ecologico. Il Trentino non deve sentirsi arrivato per quello che ha fatto negli anni passati ma deve porsi sempre obiettivi più ambiziosi ed essere da guida anche per altri territori.

Movimento 5 Stelle: Rudi Tranquillini, Monica Pizzuto, Maurizio dal Bianco

1. Per tutelare i fiumi e i torrenti del Trentino va garantito come minimo il deflusso minimo vitale dei corsi d’acqua. Come M5S riteniamo però che sia necessario arrivare quanto prima a fare un passo in più, garantendo il deflusso ecologico, cioè la portata istantanea minima al garantire un regime idrologico che consenta lo sviluppo della vita delle specie animali e vegetali sui nostri fiumi, in tal modo garantendo il raggiungimento degli obiettivi ambientali indicati dalla Direttiva Comunitaria Quadro in materia di Acque n. 2000/60/CE.

2. Il M5S è da sempre a favore della tutela delle risorse acquifere come bene pubblico e collettivo ed assolutamente contrario a qualsiasi forma di loro privatizzazione. Non a caso il concetto di acqua come bene comune è uno dei principi fondanti del M5S. Il M5S è favorevole all’autonomia gestionale a livello locale dei piccoli impianti energetici, sostiene lo sviluppo delle comunità energetiche ed è pronto a sostenere queste battaglie in sede europea.

3. Il M5S sostiene in pieno una riforma dell’APPA, e più in generale delle agenzie provinciali poste a tutela della cittadinanza, che le sottragga al controllo del potere politico. Garantire l’indipendenza di questi enti significa garantire che possano svolgere il loro ruolo nel migliore dei modi nel solo interesse pubblico dei cittadini e non di mandanti politici a loro volta legati a questo o a quel potentato economico privato.

4. Il M5S sostiene l’accesso trasparente e senza filtri dei cittadini a tutte le informazioni rilevanti che riguardano la loro vita e quella dell’ambiente in cui abitano. Per questo motivo diamo il nostro pieno sostegno ad ogni richiesta di razionalizzazione e messa a disposizione delle informazioni rilevanti sullo stato di salute delle acque pubbliche, da effettuarsi ovviamente nella maniera più esaustiva, completa e di facile accessibilità.

5. La scelta della giunta provinciale di rendere facoltativi i forum territoriali è sintomatica dell’atteggiamento anti-democratico che anima i partiti che la sostengono, non solo in materia di ambiente ma più in generale in qualsiasi ambito nel quale la partecipazione dei cittadini possa confliggere con i disegni di una certa politica e dei suoi mandanti economici. Per quanto riguarda il punto di vista del M5S è fin troppo facile ricordare che siamo da sempre a favore dell’estensione del diritto della cittadinanza ad avere voce in capitolo sulle scelte che la riguardano. Per noi il processo democratico non si esaurisce ad una votazione ogni 5 anni ma è un processo costante e per questo appoggiamo in pieno la richiesta di istituire organismi popolari dotati di parere vincolante all’interno delle reti delle riserve.

6. Riteniamo che i corpi idrici debbano essere vissuti come risorse non solo economiche da sfruttare sino al loro sfinimento ma come beni ambientali viventi da tutelare in quanto fonti di vita e di benessere collettivo per le comunità sulle quali incidono. Come M5S facciamo quindi nostro l’auspicio di una gestione pienamente eco-compatibile dei corsi d’acqua non solo trentini ma nazionali ed europei e ci impegniamo per poterla realizzare, proponendo atti e proposte politiche volte a realizzarla.



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