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Schützen riuniti a San Romedio per ricordare Andreas Hofer

dom 12 lug 2020 • Dalla redazione

Oggi la ricorrenza del pellegrinaggio del 7 luglio 1809

Gli Schützen si sono riuniti al santuario di San Romedio per ricordare il pellegrinaggio fatto dal patriota ed eroe tirolese Andreas Hofer il 7 luglio 1809. Alla cerimonia, il cui momento centrale è stata la messa concelebrata dall’arcivescovo di Trento Lauro Tisi e dal rettore del santuario di San Romedio Giorgio Silvestri, hanno preso parte le compagnie Schützen provenienti da varie parti della Regione e dal Tirolo, oltre che il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder, i consiglieri provinciali Ivano Iob, Lorenzo Ossanna, Paola Demagri e l’assessore regionale Claudio Cia, il presidente della Comunità della Val di Non Silvano Dominici, il Landeskommandant della Federazione Schützen del Welschtirol/Trentino Enzo Cestari e altri esponenti delle compagnie altoatesine e tirolesi.

«Trovarci qui in un momento particolare, dopo la pandemia – ha commentato il presidente della Provincia nel suo saluto - ci deve far ricordare ciò che ci unisce e quali sono i valori comuni della nostra terra, gli ideali che hanno unito nel tempo il nostro Trentino. C’è bisogno di venire nei luoghi simbolo dell’identità trentina quando si esce da momenti difficili; credo che i cittadini e la società abbiano bisogno di questo: dalla storia e da quello che i nostri nonni hanno fatto e costruito nei momenti di difficoltà, riusciamo a capire come ripartire».

Durante la mattinata, che ha visto momenti di saluto a salva e la deposizione di una corona commemorativa davanti l’immagine di Hofer conservata nell’atrio del santuario noneso, il presidente ha inoltre come l’Euregio rappresenti oggi un nuovo motivo di unità tra i popoli un tempo facenti parte del Tirolo storico.

Come ha ricordato nel suo intervento Enzo Cestari, oltre due secoli fa Hofer, assieme a seicento uomini si recò in pellegrinaggio presso la tomba del santo per invocare protezione e sostegno: «Oggi anche noi siamo qui per richiamare i valori che ci hanno sempre contraddistinto, un patrimonio immateriale fondato sulle nostre tradizioni» ha detto il landeskommandant.

Non è mancato un pensiero di ringraziamento, da parte di tutti gli intervenuti, verso quanti si sono spesi nel periodo dell’emergenza. «Sono state scritte pagine di impegno e solidarietà» ha ricordato in particolare il vescovo Tisi, che ha incentrato la sua omelia sul valore del dono gratuito e su come ogni nostra comunità abbia bisogno di non lasciarsi sopraffare dal giudizio verso gli altri e dall’idea che ciascuno può farcela da solo.

 



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