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Per Coldiretti il nuovo DPCM arreca gravi danni alla nostra regione

ven 04 dic 2020 11:12 • Dalla redazione

Il presidente Barbacovi: «Il Trentino Alto Adige è fatto di piccoli comuni e agriturismi, realtà fortemente penalizzate dal nuovo Decreto»

Per le feste di Natale, regioni blindate

"La nostra regione è terra di piccoli comuni e di agriturismi, realtà fortemente penalizzate dal nuovo DPCM.  È un vero paradosso se si considera che i paesini di montagna e gli agriturismi situati in zone defilate e in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono i luoghi più sicuri per affrontare l'emergenza poichè è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche”. Così Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige, a commento del nuovo Decreto che fissa le regole per le feste di Natale 2020.

A pesare –sottolinea la Coldiretti- è anche la decisione del coprifuoco di fine anno dalle 22 alle 7 del mattino seguente, che di fatto impedisce ogni forma di socialità a tavola ostacolata peraltro durante tutte le feste dall’obbligo di chiusura alle 18 per tutte le attività di ristorazione, anche nelle regioni gialle.

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Peraltro la decisione di blindare gli italiani nel proprio comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno –denuncia la Coldiretti- mette ko le 24mila strutture agrituristiche nazionali che sono principalmente situate in piccoli centri rurali con una clientela proveniente dalle grandi città e dai paesi limitrofi.

In Italia i centri sotto i 5mila abitanti sono, infatti, 5.498, quasi il 70% del totale, secondo un’analisi Coldiretti dalla quale si evidenzia che ben il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei piccoli borghi italiani che rischiano di essere duramente colpiti dallo stop agli spostamenti e al turismo in montagna.

La situazione di difficoltà si trasferisce a cascata sull’intera filiera agroalimentare, dall’industria all’agricoltura, con un drastico taglio degli acquisti di prodotti alimentari e bevande da portare in tavola. La chiusura dei locali è infatti destinata a provocare un forte ridimensionamento – conclude la Coldiretti – nei consumi di 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci spariti dalle tavole lo scorso anno solamente nelle feste di fine anno.



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