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Dal 20 al 22 giugno a Trento, Fare Rame 2

dom 16 giu 2024 14:06 • Dalla redazione

La metallurgia pre-protostorica trentina, tra le Alpi e gli Appennini

TRENTO. Affronta uno degli aspetti salienti della preistoria del Trentino, l’estrazione e la lavorazione del rame tra Eneolitico ed età del Bronzo, l’incontro di studio “Fare Rame 2. La metallurgia primaria pre-protostorica trentina, tra le Alpi e gli Appennini”, in programma a Trento dal 20 al 22 giugno prossimi. L’evento è organizzato dall’Ufficio beni archeologici dell’Umst Soprintendenza per i beni e le attività culturali provinciale in collaborazione con il MUSE– Museo delle Scienze e la Camera di Commercio di Trento e con il patrocinio dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria.

I lavori saranno aperti dalla vicepresidente e assessore all’istruzione, cultura e sport, politiche per la famiglia, per i giovani e per le pari opportunità della Provincia autonoma di Trento, Francesca Gerosa e dal dirigente generale dell'UMSt Soprintendenza, Franco Marzatico. L’incontro di studio, curato da Paolo Bellintani, Elena Silvestri ed Elisabetta Mottes dell’Ufficio beni archeologici provinciale, è dedicato alla memoria di Anna Maria Bietti Sestieri, archeologa nota a livello internazionale, tra i massimi esperti di metallurgia protostorica italiana. Il programma del convegno prevede inoltre un’uscita sul territorio con la visita guidata all’area mineraria pre-protostorica di Vetriolo, già segnalata negli anni ‘60 e recentemente riscoperta in seguito agli sconvolgimenti della tempesta Vaia.

La partecipazione è gratuita fino ad esaurimento dei posti disponibili previa iscrizione obbligatoria da effettuare online sul sito https://farerame2.wixsite.com/trento2024 entro il 16 giugno prossimo.

Per chi è impossibilitato a partecipare in presenza l’incontro potrà essere seguito da remoto.

L’estrazione e la lavorazione del rame occupano un posto di primo piano nella preistoria del Trentino, come testimoniano la miniera di Vetriolo e gli oltre 200 siti di lavorazione dei minerali locali (in particolare la calcopirite) portati alla luce dagli archeologi nella Valle dell’Adige, in Valsugana e in Primiero. Le ricerche condotte sul territorio, oltre a evidenziare l’importanza dello sfruttamento dei giacimenti di rame dal III e nel corso del II millennio a.C., sono al centro di un dibattito sulla provenienza del metallo e sul ruolo della metallurgia nello sviluppo sociale ed economico delle comunità europee tra Eneolitico ed età del Bronzo.

I lavori dell’incontro di studio “Fare Rame 2”, che vedranno la presenza di studiosi e specialisti di soprintendenze, istituti di ricerca e università italiani e stranieri, prevedono nell’arco delle due giornate quattro sessioni per un totale di 19 interventi. Pur mantenendo ilfocus sulla realtà trentina, il convegno si propone di gettare un ponte tra la realtà mineraria del versante meridionale delle Alpi centro-orientali e quella dell’Italia centrale tirrenica.

L’appuntamento di Trento, oltre a importante momento di confronto con la comunità scientifica, intende essere occasione di restituzione al pubblico di una intensa attività di ricerca e di indagine condotta dall’Ufficio beni archeologici provinciale. Costituisce inoltre il prosieguo ideale di altri due analoghi incontri di studio: “Fare Rame. La metallurgia primaria della tarda età del Bronzo in Trentino. Nuovi scavi, confronti e stato dell’arte”, tenutosi Trento e Fiavé nel 2013 e dedicato al confronto tra le regioni minerarie dei due versanti delle Alpi centro-orientali, e del convegno Alla ricerca delle miniere. Tracce di sfruttamento dei giacimenti di rame nella Pre-Protostoria della regione sudalpina svoltosi a Fiavé nel 2021. Nel corso di quest’ultimo è stato anche presentato il volume “Fare Rame. La metallurgia primaria della tarda età del Bronzo in Trentino: nuovi scavi e stato dell’arte della ricerca sul campo”, disponibile sul portale Trentino Cultura (www.cultura.trentino.it/Pubblicazioni/Fare-Rame).

Studiosa di Protostoria italiana e mediterranea di fama internazionale, l’archeologa Anna Maria Bietti Sestieri, scomparsa nel 2023, è annoverata tra i massimi esperti di metallurgia protostorica italiana. Per più di vent’anni anni ha lavorato presso la Soprintendenza di Roma; è stata quindi soprintendente archeologo dell’Abruzzo e dirigente per il settore Musei e Parchi Archeologici presso il Ministero per i beni culturali, concludendo la sua carriera come docente di Protostoria europea presso l’Università del Salento. Membro onorario a vita della British School at Rome e dell’Institute for American Archaeology, membro corrispondente dell’Istituto Archeologico Germanico, socia dell’Accademia Nazionale del Lincei e Presidente dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria dal 2003 al 2009, nel 1996 ha ricevuto dalla Prehistoric Society l’Europa Prize, uno dei più prestigiosi riconoscimenti in campo archeologico.

 



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