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I grandi del mondo, il papa e l’intelligenza artificiale

dom 16 giu 2024 15:06 • By: Renato Pellegrini

Una riflessione sui temi affrontati al G7

I lavori della sessione "Intelligenza Artificiale, Energia, Africa/Mediterraneo" (foto tratta dal sito governo.it)

Per qualcuno il G7 è stato poco più che una passeggiata turistica, per altri un momento per ribadire che si crede solo nelle armi e che dunque la guerra si può vincere solo uccidendo migliaia di nemici. Nel caso in cui il nemico non ci fosse è bene crearlo. C’è stata anche la polemica o quasi polemica sull’aborto e sui diritti delle donne. Del tema i Grandi della terra ne avevano già parlato a Hiroshima, ma non è bastato. Anzi, non basta mai, perché tutto può cambiare a seconda del momento politico. E poi abbiamo assistito tutti alla novità di un Papa presente al convegno dei Potenti.

Non so se sia andata in scena una finzione, come scrive Raniero La Valle: vero è che ci siamo trovati ancora una volta di fronte alle sette grandi potenze d’Occidente, più il Giappone, che credono di avere in mano il mondo e soprattutto di rappresentarne il massimo della civiltà. Papa Francesco, arrivato sulla sedia a rotelle, pareva fin da subito fare una domanda: siete sicuri di creare un futuro adatto per l’umanità? In fondo la domanda non è retorica; Francesco ha messo in evidenza quanto sia pericoloso inventare un’Intelligenza Artificiale, che non si fa strumento, ma che si sostituisce all’intelligenza umana.

Elektrodemo

Nessuna decisione dovrebbe essere trasferita dall’uomo alla macchina.

«Condanneremo l’umanità a un futuro senza speranza, se sottraessimo alle persone la possibilità dio pensare e decidere» condannandole a dipendere dalle macchine, ha affermato il Papa. Gli uomini perderebbero ogni dignità. E lo si vede fin da adesso proprio nelle guerre dove si usano dispositivi come le cosiddette “armi letali autonome”, che distruggono e uccidono senza distinzione. Ma cosa accadrebbe si facessero uso dell’Intelligenza Artificiale i magistrati, quando essi nelle decisioni relative agli arresti domiciliari chiedessero a quel “cervello innaturale” la probabilità di recidiva di una persona? Termino con una lunga citazione di Raniero la Valle (www.chiesadituttichiesadeipoveri del 15 giugno.) «È interessante riguardo a tutto ciò notare che appellandosi allo scrutinio dell’etica per decidere i criteri con cui utilizzare l’Intelligenza artificiale, il Papa non abbia invocato il “solo insieme di valori globali”, considerati normativi dalla Chiesa cattolica, ma abbia affermato che “nell’analisi etica possiamo ricorrere anche ad altri tipi di strumenti” ovvero “trovare dei principi condivisi con cui affrontare e sciogliere eventuali dilemmi o conflitti del vivere”. E infine l’indicazione dello strumento universale di controllo: la politica, come alternativa e “baluardo” contro l’espansione del paradigma tecnocratico. “Può funzionare il mondo senza politica? Può trovare una via efficace verso la fraternità universale e la pace sociale senza una buona politica? La nostra risposta è: no! La politica serve! La grandezza politica si mostra quando, in momenti difficili, si opera sulla base di grandi principi e pensando al bene comune a lungo termine”, ha concluso papa Francesco. Così al G7, o meglio ai governi della Terra, è stata posta una questione e affidata una cruciale responsabilità al momento di questo nuovo cambiamento d’epoca: attenti a che fare quando le macchine in sostituzione dell’essere umano stanno aprendo una fase nuova nella storia del mondo, più ancora di quanto lo fece l’invenzione della bomba atomica, che secondo papa Giovanni nella “Pacem in terris” inaugurò una nuova “età che si gloria della potenza atomica”.»



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