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Donate a Trento e Cles due colonne laparoscopiche

gio 31 dic 2020 09:12 • Dalla redazione

Grazie alla generosità delle Casse Rurali la strumentazione di sala operatoria si arricchisce con nuove attrezzature di ultima generazione

Per far fronte all’emergenza Covid-19 la Fondazione Cassa Rurale di Trento e le Casse Rurali di Tuenno Valle di Non, Rotaliana e Giovo, Alta Val di Sole e Pejo, Novella e Alta Anaunia hanno donato ad Apss due colonne laparoscopiche da destinare alle sale operatorie degli ospedali di Trento e di Cles. La nuova strumentazione permetterà di operare in laparoscopia utilizzando tecnologia a 4k con alta luminosità e definizione delle immagini unita alla possibilità di effettuare immagini in contrasto con fluorescenza. Le due nuove apparecchiature sono in corso di collaudo per diventare operative entro metà gennaio.

«Questa donazione – ha affermato Giovanni M.

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Guarrera direttore del Servizio ospedaliero provinciale – ci permetterà di avere a disposizione attrezzature chirurgiche all’avanguardia e dividere con più facilità i percorsi operatori tra pazienti Covid e non-Covid. Ringrazio, anche a nome del Consiglio di direzione di Apss, la Fondazione Casse Rurali e le Casse Rurali delle Valli di Non e Sole e colgo l’occasione per la gratitudine di Apss anche tutte le altre Casse del Trentino, per la loro costante presenza nel supportare la sanità pubblica nel miglioramento dei servizi ai cittadini. Le attrezzature donate sono particolarmente utili soprattutto in questo periodo tragicamente segnato dalla pandemia Covid ma torneranno anche a vantaggio di tutta l’attività chirurgica futura dei due ospedali».

Con questa dotazione strumentale le competenze chirurgiche della struttura l’Unità operativa di chirurgia generale di Cles assumerà il ruolo di centro di formazione per la chirurgia laparoscopica con attività teoriche e pratiche per i professionisti trentini e non.

La donazione permette un aggiornamento tecnologico delle colonne per laparoscopia del blocco operatorio dell’ospedale di Trento e di quello dell’ospedale di Cles, per un valore di 145 mila euro.



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