Sono trascorsi 42 anni da quel 19 gennaio del 1984 che è rimasto certamente nella storia ed allo stesso tempo nella mente e nel cuore di molti trentini che ricordano con piacere quegli attimi particolarmente emozionanti. Un’impresa, quella del campione trentino Francesco Moser, che ha radicalmente cambiato il mondo del ciclismo. Tutto si svolse nel velodromo olimpico di Città del Messico. Il 19 gennaio doveva essere un giorno di prove, potremmo quasi dire un giorno come tanti, che poi si rivelò un giorno davvero propizio.
Il record abbattuto da Francesco Moser apparteneva da dodici anni a Eddy Merckx, quattro giorni dopo, esattamente quindi il 23 gennaio, Moser riuscì addirittura a battere sé stesso, migliorando ancor più il suo primo record. Fu, infatti, il primo nella storia ad abbattere il muro dei 50 chilometri: il 19 gennaio stabilì il record di 50,808, mentre il 23 gennaio Moser salì a 51,151 chilometri. Fu il quarto italiano a detenere il primato dopo Fausto Coppi, Ercole Baldini e Gepin Olmo.
All’epoca Francesco Moser aveva 33 anni, e per la sua età era considerato un ciclista praticamente a fine carriera, quindi certamente fu una soddisfazione che aveva un valore ancora maggiore. Il 1984 fu un anno molto favorevole per il ciclista trentino, che alcuni mesi più tardi vinse la Milano-Sanremo. Nove anni più tardi, nel 1993, il record di Francesco Moser fu superato dallo scozzese Graeme Obree.

