Cultura Val di Non

Palazzo Coret a Rumo, al via il voto come 'Luogo del cuore 2026' del FAI

Con la sua mole e gli affreschi, affacciato sul panorama della valle, palazzo Coredo-Baldessari a Scassio è da secoli un simbolo di Rumo

RUMO. C’è anche il palazzo Coreth di Scassio di Rumo tra i "Luoghi del cuore 2026" del FAI-Fondo Ambiente Italiano. Grazie all’opera di promozione condotta dal comitato locale, ora si può procedere alla votazione tramite il sito del Fai, inserendo "Rumo", dopo aver digitato "I luoghi del cuore". L’obiettivo ora è quello di raccogliere il maggior numero di voti possibile, per far conoscere l’edificio e, nelle intenzioni dei promotori, sensibilizzare la Provincia autonoma a prendersene carico, vista la volontà di una parte dei proprietari, circa 50, di cederla gratuitamente. Questa iniziativa del FAI ha lo scopo di sensibilizzare i cittadini del paese e l'ente pubblico, perché si interessino al restauro ed alla conservazione dell'edificio.

Con la sua mole e gli affreschi, affacciato sul panorama della valle, palazzo Coredo-Baldessari a Scassio è da secoli un simbolo di Rumo. La storia dei Coredo a Rumo è cominciata all’inizio del XVI secolo, con il trasferimento del nobile Antonio, notaio legato ai Thun, dal paese delle origini nella nuova dimora. La pietra tombale di Antonio Coret, del 1585, è ancora presente nella chiesa di San Paolo di Marcena.

Nella stessa chiesa una chiave d’arco reca lo stemma dei Coredo e un dipinto del 1726 raffigura la Madonna col Bambino, commissionato da esponenti della nobile famiglia. Un figlio di Antonio, Nicolò (1538-1591), fu canonico di Aquileia, prevosto a Maria Saal in Carinzia, influente consigliere dell’arciduca Carlo d’Austria, vescovo di Trieste dal 1575, passando alla storia come fermo attuatore dei decreti conciliari e temibile avversario dei luterani, cofondatore dell’archidiaconato di Gorizia. Un altro figlio, Giovanni Battista, fu consigliere e cancelliere del cardinale Ludovico Madruzzo: il suo monumento funebre si trova nella cattedrale di Trento, con la sua effigie affiancata a quella della moglie Giulia Crotta, defunta nel 1575. La facciata del palazzo di Scassio che dà sulla strada è affrescata con stemmi e santi: disposti in una sorta di croce, al centro di essa si trovano una bifora architravata e in basso una bella bifora cinquecentesca decorata; al lato sinistro un riquadro datato 1549, con la Madonna col Bambino affiancata dai santi Antonio abate e Cristoforo; al lato destro, forse dipinti successivamente, vi sono i santi Nicolò, Francesco d’Assisi e Caterina d’Alessandria.

Sulla sinistra vi sono gli stemmi affiancati Coredo-Spaur e il cartiglio, sorretto da una "W" recante la scritta "SIMUL ET SEMPER", con riferimento a un legame matrimoniale, probabilmente quello tra Nicolò Coret, figlio di Giovanni Battista, e Regina Spaur.


Il link per votare:

https://fondoambiente.it/luoghi/casa-coreth-a-scassio-di-rumo?ldc&_gl=1*1n3chrk*_up*MQ..*_gs*MQ..&gclid=Cj0KCQjw2OnUBhC2ARIsACKyfaHjPkgFWu0RlOFFnopJPVV3e06I7LvRmG3E7yl3LBTLm-rIO0jJzQoaApxwEALw_wcB&gbraid=0AAAAADFdddsgxCqbh8wS6GETlUvLWPaO8