TRENTO. Dal 1986 ad oggi la Fondazione Mach ha realizzato 38 edizioni del corso per imprenditori agricoli, coinvolgendo oltre 2600 giovani di età compresa tra i 18 e i 40 anni.
Oggi, presso l’aula magna FEM, è partito un nuovo corso per 66 giovani che intendono intraprendere la professione di imprenditore agricolo, ma che non sono in possesso di un titolo di studio di carattere agrario. Contestualmente sono stati consegnati i brevetti ai nuovi 61 imprenditori agricoli.
Nei saluti di benvenuto, il Direttore Generale FEM, Mario del Grosso Destreri, ha posto
l’accento sulla forte percentuale di corsisti che non ha avuto in precedenza
una formazione specifica orientata alle tematiche agricole, premessa importante
per l’innovazione e l’introduzione di nuove professionalità anche nel settore
imprenditoriale agrario.
L’assessore all'agricoltura della PAT, Giulia
Zanotelli, ha presenziato alla cerimonia, ribadendo il supporto della
Provincia alla formazione in agricoltura come uno dei punti principali della
politica di questa legislatura. Più nello specifico, il risultato del brevetto
non si limita al conseguimento del “premio di insediamento”, ma prosegue anche
stimolando l’impegno dell’imprenditore verso l’azienda. Certamente, ha
ricordato l’Assessore, le sfide geopolitiche e di mercato oggi non sono facili;
in questo senso, il ruolo svolto da FEM, dalla cui fondazione ricorrono
quest’anno i 150 anni, è assolutamente rilevante. Zanotelli ha ricordato anche
che nell’ambito del “Tavolo verde” si sono discussi gli interventi che saranno
discussi in aula a dicembre; tra le priorità dell’Assessorato quella della
gestione dell’acqua in agricoltura, in particolare con il progetto IRRITRE, che
vede la partecipazione di diverse realtà trentine impegnate nella ricerca, e “i
risultati – si è detta sicura l’assessora – non mancano quando c’è
collaborazione tra i diversi attori”.
Infine, ha concluso Zanotelli, è importante puntare sulla formazione, specie in
quella di tipo economico- finanziaria, perché i tempi sono cambiati, per
affrontare il mondo che attende dopo la formazione.
E nelle dinamiche del ricambio generazionale, “c’è bisogno di giovani che credono nella terra, così come nell’innovazione”.
Il Dirigente del Centro Istruzione e Formazione, prof. Manuel Penasa, ha evidenziato la rilevanza
di un corso che è arrivato ormai alla 38^ edizione dagli esordi: si tratta
quindi di un contributo importantissimo per l’agricoltura trentina. “Gli auguri
vanno a chi oggi inizia un nuovo percorso, auguri soprattutto di essere
curiosi, per approfondire ed ricercare stimoli in più per affrontare il proprio
progetto di impresa, tra cui la sostenibilità economica è di sicuro la più
importante.”
Ancora auguri di buon avvio sono stati rivolti ai nuovi iscritti dalla profssa Claudia Bisognin, presidente della
commissione della gestione del corso, da affrontare con senso di
responsabilità, mettendo a frutto anche i risultati dei lavori di gruppo svolti
durante il corso.
Conclusione degli interventi lasciata proprio al prof. Dalla Valle, che ha in particolare introdotto ai nuovi iscritti il
corso oggi inaugurato. Un corso che ha superato ormai, nelle 22 edizioni
precedenti dall’entrata in vigore della nuova edizione, circa 2500 diplomati.
Di questi, l’85% ha avviato il proprio percorso aziendale.
Il corso BPIA
La partecipazione femminile si è ormai stabilizzata mediamente intorno al 30%
delle adesioni. Inoltre, va sottolineato che circa il 60% degli interessati
risulta diplomato/laureato in ambiti diversi da quello dell'agricoltura, il 30%
ha seguito percorsi di formazione professionale, anch’essi diversi da quelli di
carattere agricolo e solo il restante 10% è in possesso della sola licenza
media.
L’intervento formativo proposto è finalizzato in particolare al raggiungimento
del requisito di qualificazione professionale richiesto per l’accesso
all’intervento SRE01 del nuovo PSR provinciale dedicato specificamente
all’insediamento dei giovani in agricoltura.
Il corso, della durata massima di 600 ore, risulta organizzato in otto moduli
formativi e in tre fasi di orientamento, approfondimento e recupero, da portare
a termine in un periodo di circa due anni.
Si parla di tecniche di produzione ma si approfondiscono anche molti altri
argomenti fondamentali per la gestione dell’azienda agricola. In particolare,
molta attenzione viene riservata alla progettazione dell’impresa agricola, alle
normative e agli incentivi del settore, alle diverse modalità per avere a
disposizione terreni e fabbricati aziendali, agli aspetti fiscali e
previdenziali, alla sostenibilità ambientale, al benessere animale, alla
conoscenza del mercato e delle relative scelte commerciali, all’analisi
economica dell’impresa, alla sicurezza sul lavoro, alla sicurezza alimentare e,
infine, agli strumenti di informatica e telematica utili all’imprenditore
agricolo. Inoltre, nel periodo primaverile-estivo, i corsisti sono chiamati ad
effettuare un monitoraggio tecnico-economico nell’ambito della realtà agricola
di riferimento per verificare l’applicazione pratica di quanto approfondito
durante le lezioni in aula.
