COREDO. Verrà inaugurata sabato 21 dicembre a Coredo nel comune di Predaia la mostra "Guido Mocher al circuito internazionale di Brescia". L'appuntamento è alle ore 18 presso l'ex Farmacia nella sede Municipale del paese. L'esposizione racconta la storia del pioniere del volo coredano con materiale inedito ed esclusivo messo per la prima volta in mostra.
"Saranno esposti articoli di giornale e interviste
inedite - spiega la presidente dell'Associazione Guido MoncheR Pioniere Barbara
Widmann - in cui Moncher, presente al Circuito di Brescia nel 1909 insieme
a illustri piloti dell'epoca, descrive accuratamente il suo apparecchio
progettato e realizzato proprio a Coredo". Tra i cimeli presenti anche il libro originale del
"Circuito di Brescia", una collezione di francobolli e altri
materiali storici. Guido Moncher di Coredo iniziò nel 1909 una proficua
collaborazione con Gianni Caproni, all'epoca ancora un giovane e
sconosciuto ingegnere, e fu proprio grazie alle modifiche che gli suggerì
quest’ultimo se, il 10 gennaio 1910, l'apparecchio "Elodie" di
Moncher riuscì a compiere finalmente il suo primo volo.
Oggi rimane traccia del
sodalizio tra i due trentini pionieri dell'aviazione presso il Museo
dell'Aeronautica Gianni Caproni, dove è possibile riconoscere nel motore Rebus
installato sul Caproni Ca.6 (il più antico aeroplano tra quelli esposti) il
motore originariamente montato sull'Elodie di Moncher. “Circa un anno fa -racconta Widmann- dopo una richiesta
da parte di un gruppo di compaesani di ricordare in qualche modo Moncher, è
partita l'idea di costituire l'associazione. Negli anni passati più volte la
popolazione di Coredo ha cercato di riportare alla luce i meriti di Moncher:
tra le prime volontà quella di ricostruire la torre che lui aveva realizzato
nel grande parco situato nella zona alta del paese, dove elaborava i suoi
progetti.
Con tanto entusiasmo oggi l’associazione punta in alto e si prefigge
di realizzare un museo proprio presso quel parco ancora oggi chiamato Alla
Torre. L'idea del museo non nasce solo per conservare l'archivio fotografico e
la memoria storica di Guido Moncher, ma soprattutto per intraprendere nuovi
percorsi di studio. Da una parte c'è ancora molto da indagare sulle attività e
passioni di Moncher, dall'altra tutta la sua vita ci permette anche di
raccontare la storia della valle, del Trentino e in generale del periodo
storico che questa terra ha vissuto tra le due guerre mondiali. La mostra che
verrà inaugurata sabato è un primo passo verso un'opera definitiva che renda
merito alle gesta di Moncher.
