TRENTO. “Ci
uniamo al cordoglio dei familiari e di quanti gli erano vicini per la scomparsa
di Floriano Menapace, una figura di
alto profilo per quanto attiene la raccolta, la conservazione e la
valorizzazione del patrimonio fotografico provinciale e non solo. Grazie alla
sua intraprendenza e passione, la fotografia del territorio, nella sua identità
storica di produzione culturale e nelle sue valenze documentarie, ha conosciuto
un grandissimo sviluppo di cui ancora si beneficia. A lui infatti dobbiamo
l’istituzione dell’Archivio fotografico storico provinciale e la restituzione
alla comunità di un vero e proprio tesoro di immagini, prezioso anche per le
generazioni future, a disposizione di tutto il pubblico: dagli studiosi agli
studenti fino agli appassionati. Questa grande raccolta, che conta oggi oltre
due milioni di scatti, assume oggi ancora più valore considerato che l’immagine
è elemento determinante della nostra quotidianità e che le immagini sono il
supporto che ci aiuta a orientarci, ad avere visione del mondo e a raccontare
il territorio”.
Con queste parole la vicepresidente e assessore alla cultura Francesca Gerosa esprime il cordoglio
della Giunta provinciale, a nome anche di tutta l’Amministrazione e in
particolare della Soprintendenza ai beni culturali di cui aveva fatto
lungamente parte, per la scomparsa di Floriano Menapace, “padre” dell’Archivio
fotografico storico provinciale. Nato a Trento nel 1946, tra i primissimi laureati
italiani in Storia della fotografia al DAMS a Bologna, Floriano Menapace nel
suo percorso ha unito l’impegno creativo all’attività di funzionario
dell’amministrazione culturale della Provincia autonoma di Trento, curando
campagne fotografiche di catalogazione dei beni culturali sul territorio e
fondando l’Archivio fotografico storico provinciale, che sotto la sua direzione
è arrivato a contare 1.
100.000 fotografie.
Si è occupato di problematiche relative alla catalogazione della fotografia, ha
pubblicato numerosi contributi su cataloghi, riviste specializzate e
quotidiani. A partire dagli anni Novanta ha approfondito le tematiche dello
studio del paesaggio in collaborazione con l’Università di Trento e si è
dedicato con più intensità all’attività di curatore di mostre fotografiche. Nel
2004 ha lasciato l’ente pubblico per dedicarsi all’attività di libero
professionista, concentrandosi sullo studio del territorio e dell’evoluzione
del paesaggio.
Cultura & spettacolo
Il cordoglio per la scomparsa di Floriano Menapace
Domani a Trento il funerale del ‘padre’ dell’Archivio fotografico storico provinciale
