TRENTO. “Questa mattina è pervenuto il parere
contrario del Consiglio delle Autonomie locali alla proposta di legge sugli
impianti a fune e piste da sci sulla quale stiamo lavorando”. Così l’assessore
provinciale al turismo Roberto Failoni interviene sul tema attraverso un
post su facebook: “Si tratta di un disegno di legge tecnico che ci permette di
aggiornare l’attuale legge del 1987. Il no dei Comuni stupisce e preoccupa.
Infatti – aggiunge Failoni - senza l’approvazione di questa nuova legge saremo
obbligati ad attuare direttamente il Decreto legislativo n. 40 in materia di
sicurezza sulle piste. Ciò avrà delle gravi conseguenze: cambia la
classificazione delle piste da sci trentine, molte delle nostre piste blu
diventeranno rosse. Inoltre, ai rifugisti sarà vietato utilizzare le motoslitte
per l’approvvigionamento dei rifugi sia durante che fuori orario.
Salterebbe
inoltre l’articolo a favore della pratica dello sci alpinismo. Ma sono le
motivazioni del parere contrario del CAL che ci lasciano più perplessi, tant’è
che certe dichiarazioni hanno perfino profili di incostituzionalità. Tutto
ruota sul passaggio dalla concessione di servizio pubblico al sistema
dell’autorizzazione. Voglio essere chiaro: è così già oggi. Infatti siamo
obbligati ad attuare la sentenza del Corte Costituzionale 103/2020 che ha
sentenziato che gli impianti funiviari ad uso turistico-sportivo non rientrano
nella categoria delle concessioni di servizio pubblico. Regolamentata
l’attività attraverso la normativa, questi impianti sono soggetti alla sola
autorizzazione per lo svolgimento di attività economica privata alla pari di
qualsiasi altro esercizio commerciale. Le uniche due eccezioni di servizio
pubblico? Gli impianti a fune che sono sostitutivi di mezzi di trasporto, in
Trentino i soli Sardagna e Mezzocorona.
E la richiamata centralità del Comuni?
C’è già ed è a monte, sul piano della pianificazione urbanistica e poi
attraverso il permesso di costruire. Ma non solo. Nel disegno di legge abbiamo
previsto la possibilità per i Comuni di istituire servizi di interesse
economico generale a carico dei gestori di impianti fune stabilendo gli
obblighi di servizio pubblico. È lo stesso che facciamo con i multiservizi nel
commercio. Ecco che in definitiva – conclude Failoni - non
comprendiamo la posizione assunta dal CAL. Non approvare questa legge
rischierebbe di creare danni enormi per l’economia turistica e il movimento
sportivo del Trentino. Non possiamo permettercelo”.
Attualità
Failoni: il no dei comuni è preoccupante
Parere contrario del Consiglio delle Autonomie locali alla proposta di legge sugli impianti a fune e piste da sci
