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Il 7 febbraio è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

L'assessore Mirko Bisesti invia un messaggio al mondo della scuola sulle iniziative prese dalla Provincia autonoma di Trento

Il 7 febbraio è la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo

"Attiviamoci tutti insieme, scuole di ogni ordine e grado e istituzioni, per promuovere attività di sensibilizzazione che favoriscano la presa di coscienza e l'assunzione di responsabilità da parte di tutte le componenti scolastiche, solo così possiamo essere incisivi nella prevenzione di bullismo e cyberbullismo".

Questo il messaggio che l'assessore provinciale all'istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti, ha voluto rivolgere al mondo scolastico alla vigilia della Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo, che ricorre oggi, 7 febbraio.
"Il nodo blu, simbolo di questa campagna nazionale - prosegue l'assessore - vuole rappresentare proprio la responsabilità condivisa e l"alleanza tra le agenzie educative nella lotta contro il fenomeno del bullismo".

"Il cyberbullismo è una forma ancora più insidiosa di bullismo: i cyberbulli possono nascondersi facilmente dietro l'anonimato offerto da internet e possono comunicare i loro messaggi offensivi a un pubblico molto più vasto con notevole velocità .

Inoltre questa forma di bullismo può essere più facilmente nascosta al mondo degli adulti, data la generale maggiore competenza tecnologica dei ragazzi rispetto ai genitori - prosegue l'assessore Bisesti -. Purtroppo sappiamo che la potenza del web rende gli insulti decisamente più deleteri. Ogni giorno in molte scuole si registrano episodi di cyberbullismo: i sondaggi rilevano che un ragazzo su quattro in Italia tra gli 11 e i 17 anni è stato coinvolto. Non si tratta di un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni si riscontra l"abbassamento dell"età : prima il bullo aveva dai 14 ai 16 anni; ora si inizia già tra i 7 e gli 8 anni".
Per questo è necessario monitorare costantemente e prestare grande attenzione ai campanelli di allarme: "Intervenire tempestivamente è molto importante, agendo sia sulla vittima sia sul bullo perché sono entrambi espressioni, uguali ma opposte, di un profondo disagio affettivo e relazionale - aggiunge l'assessore provinciale -, perché i protagonisti del fenomeno non sono soltanto il bullo e la vittima, ma bisogna tener presente anche coloro che sono a conoscenza e non intervengono.

 Da parte degli adulti occorre poi sviluppare un clima di fiducia, affinché i ragazzi e le ragazze vittime, o a conoscenza di violenze sui loro compagni, si affidino senza timore. Nessun adolescente può affrontare e risolvere il problema del cyberbullismo da solo, ma sappiamo che all"interno delle nostre scuole sono diffuse le competenze e le sensibilità che permetteranno di avere la meglio su un fenomeno così pervasivo e dannoso per i nostri giovani".
In quest'anno poi, in cui è stato avviato un percorso di educazione alla cittadinanza, questi aspetti sono ancora più cruciali: "Alle ragazze e ai ragazzi si può insegnare a non lasciare soli i loro compagni vittime della violenza dei bulli - sono le conclusioni dell'assessore Bisesti -, un cittadino è tale se si assume la propria responsabilità nella comunità ".

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