p>Con gli impianti di risalita che sono fermi, crolla la spesa
turistica che provocando una perdita stimata pari a 12,4 milioni di arrivi che
genereranno mancati incassi per il comparto pari a oltre 9,7 miliardi di
euro. Lo certifica Demoskopika, l"istituto che dal 2001 si occupa di
ricerca economica e sociale, indagini di mercato e sondaggi di opinione per
conto di enti pubblici, imprese, organizzazioni private e associazioni di
categoria. Tra le regioni più colpite quelle legate al turismo invernale della
montagna e quindi Trentino Alto Adige, Valle d"Aosta, Lombardia e Veneto
con almeno 9 mila lavoratori stagionali a rischio e la cui perdita la
cui perdita di spesa turistica rappresenta oltre l"86% dei mancati introiti
complessivi italiani, pari a 8,4 miliardi di euro.
L"ordinanza che ha stabilito la chiusura degli impianti sciistici fino al prossimo 5 marzo rischia, dunque, di mettere definitivamente in ginocchio il turismo invernale del Belpaese rappresentato da 6170 chilometri di piste con circa 1800 impianti di risalita al servizio dei comprensori sciistici che producono lavoro per ben 14 mila persone oltre all"indotto.
In particolare, per il Trentino Alto Adige la sforbiciata degli incassi è stimata a pari a 3,2 miliardi di euro, a 2 miliardi di euro per il Piemonte, a 1,3 miliardi di euro per la Valle d"Aosta, a quasi 1,1 miliardi di euro per la Lombardia e a 886 mila euro per il Veneto.
Proprio oggi a porre l"attenzione sulle difficoltà del settore e a chiedere aiuto sono stati i Maestri di sci del Trentino (Qui l'articolo).
