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Tempi lunghi per l'approvazione dei PRG: Biada interroga

Il consigliere di Fratelli d’Italia chiede di snellire l’iter burocratico per consentire lo sviluppo dei Comuni trentini

 Tempi lunghi per l'approvazione dei PRG: Biada interroga

TRENTO. Question time in Consiglio provinciale del consigliere di Fratelli d’Italia Daniele Biada per richiamare l’attenzione sulla necessità di sburocratizzare l’iter di approvazione dei Piani Regolatori Generali (PRG) e delle relative varianti.

“L’interrogazione – spiega il consigliere - prende spunto da segnalazioni pervenute da alcune amministrazioni comunali e da privati cittadini, che hanno evidenziato ritardi nei procedimenti di approvazione da parte del Servizio Urbanistica della Provincia autonoma di Trento. In particolare, ho ricordato come l’articolo 38 della legge provinciale n. 15/2015 stabilisca che la Giunta provinciale debba esprimersi entro sessanta giorni dal ricevimento del piano, un termine che tuttavia, in molti casi, risulta superato”.

Nel rispondere all’interrogazione, l’assessore all’urbanistica Mattia Gottardi ha fornito un quadro dettagliato della situazione: al 1° luglio 2025 risultano 114 varianti ai PRG in corso di valutazione, di cui 76 sostanziali e 38 non sostanziali.

Di queste, 44 sono nella fase post-adozione preliminare e 56 in quella post-adozione definitiva; 24 risultano attualmente sospese per necessità di adeguamento normativo.

Nel 2024 sono state approvate 32 varianti, con un tempo medio di 100 giorni; 20 di esse hanno superato il termine previsto di sessanta giorni. Nei primi sei mesi del 2025 le varianti approvate sono state 16, di cui 11 oltre i termini, con un tempo medio salito a 133 giorni. L’assessore ha inoltre evidenziato che il termine di sessanta giorni non è considerato perentorio dalla normativa vigente, e che le tempistiche sono spesso condizionate dalla complessità delle varianti e dalla documentazione trasmessa dai Comuni.

Biada ha quindi ribadito che “la semplificazione delle procedure può rappresentare un fattore chiave per sostenere i Comuni, in particolare quelli delle aree periferiche, e contribuire in modo concreto a contrastare lo spopolamento e garantendo il progresso dei territori”. 

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