TRENTO. Nel corso della conferenza di informazione sul tema dell"uso
sostenibile dei prodotti fitosanitari nell"agricoltura trentina, il professor Roberto Della Casa, agro-economista e
docente di marketing dei prodotti agroalimentari all'Università di Bologna, ha
delineato le "strategie per qualificare
la filiera agroalimentare in ottica sostenibile: come coniugare ambiente,
economia ed etica".
Della Casa ha precisato di occuparsi di percezione e sentimento delle persone per quanto riguarda l"acquisto e il consumo di prodotti ortofrutticoli. Ogni anno vengono intervistate 3.000 persone attraverso il computer e 1.000 persone intervistate per telefono. Altre 1.000 persone vengono intervistate in altri Paesi europei e 450 persone nel resto del mondo.
Oggi il tema della sostenibilità sta diventando pregnante anche in Italia, anche se è arrivata in ritardo rispetto a molti altri Paesi. La stragrande maggioranza degli italiani ritiene la sostenibilità importante, ma solo dal punto di vista ambientale, mentre "“ ha ricordato Della Casa "“ sostenibilità significa vivere lasciando alle nuove generazioni un mondo migliore non solo in senso ambientale ma anche a livello economico, vale a dire con meno disuguaglianze sociali. Questo perché un sistema non può essere in equilibrio economico se distrugge l"ambiente in cui vive. E viceversa. Oggi la percezione in Italia non è però questa. Oggi in Italia prevale l"aspetto ambientale della sostenibilità . Per questo ai consumatori italiani interessa la tracciabilità del processo di produzione e in secondo luogo il suo impatto ambientale. Perché si ha a cuore soprattutto l"obiettivo della riduzione dello spreco. Oggi la sostenibilità è intesa anche come riduzione degli sprechi alimentari.
Della Casa ha messo in luce la tendenza a giudicare sostenibile l"acquisto di più prodotti riciclabili
e compostabili.
Come quelli a bassa impronta carbonica. E ha evidenziato la
grande importanza data al packaging,
anche perché oggi l"utilizzo della plastica è visto come il male, il contrario
della sostenibilità . Occorre pensare "“ ha detto Dalla Casa - ad un pack che sia
migliore e non a quello che costa meno. La produzione biologica in Italia ha
conosciuto tra il 2011 al 2015 un incremento formidabile, ma negli ultimi anni
si è verificato un rallentamento sia per il maggior costo del prodotto bio sia
perché vi sono ambiti in cui la produzione bio incontra o una difficoltà
tecnica di convivenza con la produzione tradizionale, o anche perché il mercato
dei prodotti ortofrutticoli non raggiunge il 10% in nessun paese europeo e in
Italia siamo sotto al 5%. Bisogna quindi creare le condizioni di una convivenza
tra aspetto della sostenibilità ambientale e aspetto economico. Del prodotto biologico il consumatore vuole
essere certo che sia senza pesticidi senza badare che sia senza pesticidi di
sintesi. Vuole un prodotto pulito, senza residui. L"agricoltura sostenibile
è un mix tra incremento del biologico ma anche dell"agricoltura integrata: dove
vi sono le condizioni e le convinzioni si possono creare degli areali, delle
oasi anche se non ancora degli interi distretti dove le aziende bio siano
vicine. Ma occorre soprattutto la condivisione
di una strategia tra tutti gli attori del sistema della produzione agricola
e i soggetti della filiera economica. Un altro elemento importante è il risparmio energetico e la
valorizzazione delle fonti rinnovabili e del fotovoltaico. In questa direzione va ad esempio il sito produttivo delle mele nella
val di Non che grazie alla conservazione in una grotta permettono 12 gigawatt
ora di risparmio energetico.
L"Italia
"“ ha concluso "“ è vista nel mondo come uno dei paesi migliori in cui si
realizza un"agricoltura sana. Questo è il momento di renderla anche
sostenibile in tutti i sensi. Per creare un equilibrio tra ambiente, economia
ed etica fino al rispetto sociale e delle persone. Lucia
Coppola,
a proposito del secondo posto occupato nel mondo dal Trentino per sostenibilità
dei prodotti alimentari agricoli, ha chiesto se questo podio si basi su dati
oggettivi o su una percezione che il resto del pianeta ha di noi, perché in
realtà le problematiche in realtà legate all"utilizzo di pesticidi nel nostro
territorio non sono di poco conto. Della Casa ha risposto che non esistono
statistiche mondiali ma sicuramente
l"Italia ha la leadership nell"ortofrutta per quanto riguarda i residui. A
livello mondiale la maggior parte dei Paesi produttori di prodotti
ortofrutticoli utilizza l"agricoltura intensiva: questo genera una percezione migliore dell"Italia. E gli
acquisti si fanno sulla percezione. Da questo punto di vista la produzione trentina ha il valore di
provenire da agricoltura di montagna. E questo è un valore da spendere sul mercato, anche se essere un"eccellenza non
significa che non occorra migliorare,
anzi. Riducendo
l"impiego della chimica nella frutticoltura e integrandola con il biologico.
