TRENTO. Raffaella
Caneppel,
dirigente del Settore qualità ambientale della Provincia autonoma di Trento, ha
analizzato l"impatto ambientale sui
corpi idrici dei fitofarmaci utilizzati in agricoltura. Ha ricordato per
questo l"attività di monitoraggio dei corpi idrici svolta dall"Appa in base
alla direttiva quadro acque dell"Ue. Nel Nord Italia vi sono autorità
distrettuali di bacino che governano gli usi e la qualità delle acque.
Il Trentino per le acque è afferente in parte al bacino padano.
Per governare dal punto di vista qualitativo le acque vi è un piano di tutela apposito, che è lo
strumento con il quale la Pat organizza le attività conoscitive per imporre
certe misure se determinati obiettivi di qualità non vengono raggiunti. Per
questo avviene il monitoraggio delle acque. I corpi idrici nel Trentino sono 412 e a ciascuno è attribuito un
giudizio di qualità per raggiungere uno stato qualitativo buono a seconda degli
orizzonti temporali, l"ultimo dei quali è indicato per il 2027. Entro quell"anno dovremo raggiungere uno stato di qualità
buono, altrimenti occorrerà mettere in atto una serie di azioni. Le reti di
monitoraggio istituzionale permettono di tener conto degli scarichi e quindi
dell"impatto sulle acque dell"industria,
dell"agricoltura e dello sfruttamento idroelettrico, perché le centrali
generano una sottrazione idrica che talvolta può causare dei problemi.
Una
volta acquisito il quadro conoscitivo si individua ciò che impedisce di
raggiungere uno stato di qualità buono delle acque. L"indagine prevede analisi
chimiche tradizionali di laboratorio dei campioni d"acqua e analisi biologiche.
Si raccolgono organismi presenti nei corsi d"acqua e a seconda della tipologia
si comprende la qualità delle acque. Le analisi biologiche prevedono una
raccolto di campioni di organismi, larve ed insetti. A queste analisi si
aggiunge quella ittica per definire un quadro biologico completo e capire se la
qualità è sufficiente a seconda che permetta o meno la sopravvivenza di un ecosistema
diversificato. Ogni 6 anni il piano di tutela delle acque viene rinnovato. Oggi i due terzi delle acque del Trentino
si trova in uno stato ecologico buono e il 16% è in stato elevato buono, il
che significa che anche la vegetazione e il fondo dei corsi d"acqua sono
inalterati. La parte rimanente è invece in sofferenza. La mappa a livello
provinciale racconta l"ottima qualità dei territori montani, mentre i territori
come la Val di Non, la Valsugana, il
Bleggio e l"Asta dell"Adige sono caratterizzati
da agricoltura intensiva che le acque registrano. Dove vi è un intenso
sfruttamento della risorsa territoriale agricola, questo viene letto nella
qualità delle acque. Dal 2015 il piano di tutela delle acque prevede misure e
numerose azioni volte a migliorarne la qualità , ascrivibili al comparto
agricolo. Spesso la causa è una
depurazione non perfetta come accade ad esempio in territori come la Val di
Non e la Val di Sole, in cui ci si avvale di Imhoff.
Per questo si prevedono nuovi impianti
a Cloz e Caldes che miglioreranno la
situazione. Molto importanti sono stati gli accordi di programma sottoscritti
nel 2015 e nel 2017 con le associazioni di categoria "“ Apot, Consorzi Vini del
Trentino e Fem "“ che hanno introdotto modalità operative tra gli agricoltori
con cui sono stati raggiunti risultati interessanti. Ad esempio con l"eliminazione di alcuni insetticidi nel
2017 che non si trovano più nelle acque. Si sta lavorando anche per evitare
la concentrazione di fitofarmaci migliorare il lavaggio di mezzi agricoli
consortili, inoltre otto corpi idrici che erano in un cattivo stato di qualità ,
grazie all"accordo di programma sono stati sanati per un trend che appare
positivo. Anche a proposito dei caricabotte
(zona dove si dovrebbe caricare solo acqua nell"atomizzatore evitando un
collegamento diretto con la rete delle acque bianche), Caneppel ha spiegato che
tutte le situazioni critiche sono state individuate, gestite e messe in
sicurezza. Una delibera della Giunta provinciale ha fissato linee guida per la
realizzazione dei nuovi caricabotte e l"adeguamento di quelli esistenti. Anche
il lavaggio dei mezzi agricoli è stato messo in sicurezza dopo che nelle acque
bianche erano stati rilevati principi attivi. Per questo è stato prescritta la
realizzazione di centri recintati di raccolta delle acque di lavaggio per
evitarne la dispersione nei campi.
