CAMPODENNO. È stato un testa a testa alle scorse elezioni comunali di settembre tra la lista vincitrice capeggiata da Daniele Biada e quella avversaria guidata da Franco Panizza: la prima ha prevalso sulla seconda per soli 10 voti. La comunità della Bassa Valle è dunque divisa in due fazioni e le visioni sulla gestione della municipalità di maggioranza ed opposizione, a parte qualche punto di contatto, sono decisamente differenti. Il bilancio di previsione 2021-2023 è stato approvato proprio in questi giorni con il voto di astensione dell'opposizione. I rapporti oltretutto non sono certamente facilitati dalla perdurante ed emergenza sanitaria. A tal proposito, entrambi gli schieramenti auspicano un rapido ritorno alla normalità , che consenta di riprendere i contatti diretti, reciproci e con la cittadinanza.
Qual'è il bilancio di questi primi 6 mesi di amministrazione?
Biada. Sicuramente il Covid-19 ha avuto un certo peso, tuttavia io ho potuto contare sulla mia decennale esperienza come sindaco: la conoscenza delle normative nonché del funzionamento della struttura comunale è stata determinante per districarci in un contesto di emergenza mai visto prima, con parecchie criticità da affrontare, specialmente nel confronto con le esigenze della cittadinanza. Ora intendiamo proseguire un progetto iniziato da tempo e portare avanti delle opere avviate con un gruppo di maggioranza coeso e la collaborazione con la minoranza.
Panizza. A mio giudizio, c'è molto da lavorare per rendere attrattivo il nostro Comune: viviamo di lavori pubblici e non c'è alcuna visione di progettualità dal punto di vista sociale, economico e soprattutto culturale. L'emblema di questa situazione è Castel Belasi, ancora desolatamente vuoto. Campodenno rientra tra le municipalità più popolate della Val di Non, eppure siamo privi di moltissimi servizi importanti, tra i quali un centro di aggregazione giovanile e per la popolazione anziana, una palestra, un ristorante, solo per citarne qualcuno. Servizi che se presenti migliorano la qualità della vita insieme a validi progetti sociali e culturali. Non siamo un Comune disagiato, anzi: poche zone del Trentino sono così vicine ai punti di interessi strategici dell'area (l'altopiano della Paganella, il Parco Adamello Brenta...). Per non parlare della ricchezza del materiale umano che si traduce nelle numerose associazioni di volontariato, dell'offerta turistica e delle potenzialità inespresse di un territorio in cui non mancano preziosi beni culturali e storici, i quali devono ancora trovare un'adeguata valorizzazione. Latita un progetto di sviluppo, si preferisce andare avanti alla giornata.
Quali sono i rapporti con la minoranza?
Biada.
Al di là della campagna elettorale, i rapporti sono buoni, con
un positivo confronto in consiglio comunale ed una minoranza coerente con i
propri programmi. È fondamentale un clima di serenità in tal senso. Manca il
contatto diretto per lo scambio di idee a causa della pandemia, che spero possa
essere recuperato quanto prima: vedersi in videoconferenza non potrà mai
sostituire l'incontro dal vivo. Quali sono i rapporti con la maggioranza? Panizza. Le restrizioni di sicurezza imposte non sono state d'aiuto,
questo va detto. Persiste tuttavia un atteggiamento di chiusura nei nostri
confronti ed alle nostre proposte, che corrispondono a quelle di metà della
popolazione, basti pensare che non ci viene assegnato uno spazio sul notiziario
comunale. Vorremmo andare oltre il mero ruolo di controllo, in ogni caso
continueremo a fare la nostra parte con collaborazione e disponibilità ,
nonostante la scarsa condivisione. La mentalità di questa amministrazione è
troppo pragmatica, al di fuori dell'ambito delle opere pubbliche (pur in tutta
la loro crucialità ) pare non siano disponibili risorse economiche per
qualsivoglia iniziativa. Abbiamo inoltre
sollecitato una sinergia tra il mondo imprenditoriale e il volontariato per far
fronte alle esigenze della cittadinanza durante l'emergenza Covid, risolta
anche in questo caso in un nulla di fatto. Sono stati raggiunti degli obiettivi in questo periodo? Biada. È trascorso poco tempo dalle elezioni per parlare di obiettivi
raggiunti, abbiamo appena approvato il bilancio di previsione. Panizza. Più che di obiettivi, parlerei di passi indietro, nelle
relazioni con i Comuni confinanti e con istituzioni. Per quanto riguarda il
vicinato, quel che si è ottenuto è stato l'abbandono della gestione associata
da parte di Denno, il che dovrebbe far riflettere molto. Siamo stati inoltre
esclusi in qualità di rappresentanti dall'Azienda per il Turismo e dal Parco
Naturale Adamello Brenta, segnali che indicano come Campodenno non sia inserito
in un contesto territoriale più ampio, di vallata. Le priorità in agenda? Biada.
In primis, definire una gestione di Castel Belasi, eventualmente
stipulando una convenzione con l'Apt. Al momento stiamo ragionando sulla
possibilità di realizzare un'installazione permanente che consenta
l'allestimento di mostre a tema e sull'apertura nel castello di un archivio
fotografico provinciale: a tale scopo, abbiamo avviato i contatti con la
Sovrintendenza. Altro aspetto centrale, l'apertura del maniero ad eventi e
cerimonie private a pagamento, che ci consentirebbero di coprire le spese per
il suo mantenimento ammortizzando i costi. Sono in fase conclusiva i lavori per
l'accessibilità della zona rustica del castello, altra zona deputata ad
ospitare gli eventi insieme alla corte centrale, ma al coperto. Sul fronte
delle opere pubbliche, oltre a terminare quanto iniziato nella precedente
legislatura, stiamo investendo molto in sicurezza. Tra gli interventi più
significativi rientrano la sistemazione del collettore delle acque bianche
nella frazione di Termon, danneggiato dalla tempesta Vaia del 2018 (600.000 euro),
la messa a punto di un marciapiede lungo il corso principale di Campodenno (1
milione di euro) e l'adeguamento alle normative antisismiche dell'edificio
scolastico. Progettualità importanti che vorremmo condividere con la minoranza
riguardano la realizzazione di una sala polifunzionale "“ quella di cui
attualmente disponiamo è di proprietà della Cassa Rurale "“ e di una palestra.
Necessitiamo inoltre di un punto di aggregazione, giovanile e non solo. Panizza. È quanto mai urgente la posa della fibra ottica: realtà più
piccole della nostra sono molto più aggiornate di noi. È inoltre fondamentale a
nostro giudizio creare dei punti di riferimento e di aggregazione per ogni
fascia di età e allestire una nuova sala polifunzionale o per lo meno rendere
più funzionale per le attività culturali quella, misera, che abbiamo a
disposizione. Come ho già detto, nel Comune mancano strutture di tipo sociale
che incentivino la permanenza da noi, da cui deriverebbe uno sviluppo
territoriale. Castel Belasi ha innumerevoli potenzialità , eppure non abbiamo
ancora stabilito delle modalità per la sua fruizione. Dovremmo inoltre puntare
di più sulla cultura, ma tutto ciò che esula dalle opere pubbliche non sembra
interessare quest'amministrazione. Il pretesto adottato è sempre lo stesso: non
ci sono soldi, eppure altrove, pur in un contesto di ristrettezze economiche,
possono contare su risorse economiche adeguate. Molto può e deve essere fatto
ancora, lo ribadisco, con la buona volontà ed uno sguardo al futuro, che per
ora non ci sono.
