AMBLAR DON. La cura e la valorizzazione del territorio nonché la prosecuzione delle progettualità già avviate negli anni precedenti sono il cardine del programma di governo dell'amministrazione comunale guidata dal riconfermato sindaco Giuliano Marches, il primo della nuova municipalità nata dalla fusione delle municipalità di Amblar e Don, avvenuta 5 anni fa.
Com'è il bilancio di questi 6 mesi di amministrazione?
Prima di tutto dobbiamo concludere quanto progettato negli anni precedenti, dopodiché potremo programmare gli interventi futuri. Rispetto alla passata legislatura, c'è stato un ricambio dei componenti della giunta comunale.
Quali sono le priorità da concludere quanto prima?
Alcuni interventi in materia di risparmio energetico grazie ad un
finanziamento proveniente dal Ministero degli Interni dedicato ai Comuni con
meno di 1000 abitanti, nello specifico il miglioramento dell'illuminazione ed
il cambio dei serramenti del municipio. Altrettanto importante è la posa della
pavimentazione in porfido in piazza ad Amblar nonché il completamento della
fibra ottica in rame: grazie ad un accordo con la Provincia e Open Fiber, ogni
abitazione ne potrà disporre.
Un'iniziativa certamente rilevante dato che ora
molti lavorano in smart working e necessitano di una connessione a Internet
efficiente al massimo. I progetti per i prossimi anni? Vorremmo potenziare la viabilità interna alle due frazioni e
mettere a punto un caricabotte per l'acqua. Anche l'arredo urbano avrà ampio
spazio nei nostri piani: vogliamo infatti migliorare ulteriormente la qualità
della vita nel nostro Comune, la cui popolazione negli ultimi anni è aumentata
del 10%. Un segnale che sul nostro territorio si vive bene e della volontà dei
giovani di restarci a vivere, professionalmente incentivati dai fiorenti
settori manifatturiero e dell'artigianato. La nostra è una delle municipalità a
più alto indice contributivo, un dato anche questo che fa riflettere. Possiamo
fare molto per mantenere e valorizzare il patrimonio ambientale e paesaggistico
a nostra disposizione, scoraggiando le colture intensive e creando nuovi
sentieri in collegamento con i paesi limitrofi. Non scordiamoci poi delle potenzialità
culturali e turistiche di Casa Endrici a Don "“ la casa natale del vescovo
Celestino Endrici -, la quale attualmente è aperta grazie all'opera di un
gruppo di volontari.
Una considerazione riguardo ai Comuni di montagna: i costi
standard sono sicuramente superiori a quelli di pianura, eppure veniamo
penalizzati da tagli, nonostante il notevole impegno al presidio ed alla
manutenzione del territorio, specie in occasione di fenomeni metereologici
sempre più intensi. A questo proposito, vorrei ringraziare i Vigili del Fuoco
per la loro costante abnegazione e presenza in tal senso. Ci servirebbe
maggiore sostegno economico perché agevoliamo la permanenza della popolazione
nel Comune. Qual è il suo giudizio del processo di fusione, a 5 anni dal suo
avvio? In termini amministrativi da noi si può dire che sia riuscito,
perché le due entità hanno sempre dialogato ed avuto stretti contatti. Del
resto, il nostro è un ambito territoriale ridotto rispetto ad altrove e questo
a mio parere è un punto a favore nei rapporti tra le frazioni. C'è infatti il
rischio, nei nuovi Comuni nati da fusione in ambiti più estesi, che i centri
minori si riducano ad anonime periferie, portando ad una disaffezione della
popolazione nei confronti del territorio. Ogni ex municipalità ha infatti una
storia e delle tradizioni che devono essere preservate.
