VERMIGLIO. Sul rischio per i comuni di perdere le proprie
centrali idroelettriche è intervenuto con una lettera aperta il sindaco di Vermiglio, Michele Bertolini. Una posizione
particolarmente interessata la sua, con due centrali la cui concessione è da
tempo scaduta e che ora potrebbero essere messe in gara e quindi gestite da
grandi gruppi internazionali. Sul tema si legga anche l'intervento che dai banchi della maggioranza è arrivato da Alessia Ambrosi (leggi qui)
"Il Comune di Vermiglio "“ spiega Bertolini - possiede una centrale in località Stavel esistente dagli anni del primo conflitto mondiale eretta per servire le teleferiche, rimasta in buono stato e fatta bottino di guerra. A fine conflitto, eseguite tutte le pratiche dall"allora amministrazione guidata dal sindaco Moratti, il Comune di Vermiglio ottenne la centrale idroelettrica in acconto danni di guerra come documentato da apposito verbale redatto il 23 dicembre 1919 presso l"Ufficio Recuperi di Mezzolombardo. Oggi a questa centrale fanno riferimento due concessioni, una sulla Vermigliana e una sul rio Strino. La prima concessione è stata rilasciata dal Ministero dei lavori Pubblici il 20 giugno del 1930 ed accordata fino al 1953, successivamente prorogata fino al 31 dicembre 1998. Nel 1989 la giunta provinciale rilasciava al Comune di Vermiglio una nuova concessione valida fino al 31 dicembre 2013. La seconda concessione sul rio Strino "“ prosegue Bertolini - venne rilasciata in origine con deliberazione della Giunta provinciale del 22 settembre 1989, con scadenza 31 dicembre 2018. Nel 2011 è stata presentata dagli allora amministratori la prima domanda di rinnovo della concessione sulla Vermigliana, seguita dalla seconda nel 2016.
A seguito della prima richiesta di rinnovo il procedimento è stato bloccato per l'attesa dell'uscita dei Bilanci Idrici da parte della PAT che sono stati resi pubblici nel 2013. Emanati i Bilanci Idrici, si sono attese le procedure del Servizio Valutazioni Ambientali per i contenuti degli screening ambientali propedeutici ai rinnovi delle concessioni idroelettriche che sono state pubblicate nel 2018. Nel frattempo nel 2016 è scaduta anche la concessione sul rio Strino, quindi il Servizio Valutazioni Ambientali ha chiesto il di avviare una campagna di misure e lo screening ambientale congiuntamente per i due impianti in quanto "interconnessi" tra loro.
Successivamente, dopo l'anno di misurazioni e campionamenti ambientali, redatto lo screening, in sede di conferenza servizi il servizio gestione risorse idriche ed energetiche ha sbagliato un parere sul deflusso minimo vitale che ha portato ad una nuova conferenza servizi.
Si è aggiunto inoltre il problema COVID che ha rinviato il sopralluogo istruttorio, non più eseguito e successivamente "sorpassato" dal servizio con sola pubblicazione all'albo comunale. Nel frattempo giunti ad Aprile 2021 è stata approvata la legge 23 Aprile 2021 N°6."
Una cronistoria necessaria per inquadrare i termini della
questione: "La legge prevede all"articolo 9 "disposizioni transitorie" che le
concessioni per le quali il procedimento di rinnovo sia in corso e scadute ante
31 dicembre 2016 siano rinnovate al concessionario uscente per 15 anni
decorrenti dalla data di scadenza della concessione. Quelle scadute post 2016
vengono rinnovate invece per 10 anni decorrenti dalla data di scadenza della
concessione. Il comma due precisa inoltre che la durata del rinnovo può essere
aumentata di un massimo di dieci anni tenendo conto degli impegni contrattuali
assunti entro il 31 dicembre 2020 relativi a rapporti con il GSE o per
investimenti effettuati e non ancora ammortizzati.
Vorrebbe dire per la
concessione sulla Vermigliana scadenza 2028 e Strino scadenza 2026 più
ipotetici massimi altri 10 anni. Il DDL 110 di discussione in consiglio
peggiora le cose recitando testualmente: "1. Entro il 31 luglio 2024 o
entro la data successiva eventualmente individuata dalla normativa statale per
le grandi derivazioni a scopo idroelettrico sono svolte le procedure di
riassegnazione relative alle concessioni di derivazioni d'acqua a scopo
idroelettrico disciplinate da questo capo che sono scadute prima di tale data". "Una premessa "“ sottolinea Bertolini "“ utile a raccontare
due storie: la prima parla di chi nei lontani anni successivi alla Grande
guerra aveva ottenuto una centrale idroelettrica in conto danni di guerra,
custodita ed ampliata in tempi più recenti, diventando una risorsa fondamentale
per il bilancio del Comune di Vermiglio. La seconda parla di tre diverse
amministrazioni comunali che hanno richiesto a partire dal 2011 e per dieci
anni il rinnovo delle concessioni e che ad oggi dal punto di vista istruttorio
vedrebbero entrambe le pratiche pronte per il provvedimento di rinnovo". Bertolini approfondisce quindi l"attualità della
questione: "Il presupposto da cui parte la legge, mi viene riferito parta da
un"impossibilità di rilasciare provvedimenti di rinnovo ai sensi degli articoli
28 e 30 del T.U. delle Acque, in quanto contrastanti con l'articolo 12 della
direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo relativa ai servizi nel mercato
interno con la sospensione dei procedimenti di rinnovo in questione, in attesa
della compiuta formazione del relativo nuovo quadro normativo inclusi i
previsti regolamenti di attuazione. In sostanza si palesa che a norma di
legge le concessioni, che come espresso nelle righe precedenti rappresentano la storia di una Comunità ,
debbano andare in gara e cioè si
consente a dei soggetti privati di poter presentare domande di rinnovo delle
concessioni a scopo idroelettrico in concorrenza anche con i Comuni,
aprendo la strada ad operazioni finanziarie che probabilmente potrebbero
portare dei denari nelle casse della Provincia ma sicuramente li toglierebbero
ai Comuni. Si prefigura che i Comuni sicuramente cercheranno, per quanto nelle
proprie facoltà , di partecipare alle procedure comparative alzando la posta se
non altro per orgoglio, ma trovandosi di fatto ad accettare una situazione peggiorativa rispetto a quella
precedente. Quello che dovrebbe chiarire la Provincia è se intende
destinare ai Comuni territorialmente interessati dalle derivazioni i proventi
incamerati dalla messa a gara delle concessioni perché in caso contrario
saremmo di fronte ad un ulteriore accentramento delle risorse". "Tutto questo è sbagliato "“ sottolinea il sindaco di
Vermiglio - io penso che la politica debba partire imprescindibilmente da
alcuni valori fondamentali e che questi debbano riflettersi nel campo
amministrativo. Uno di questi valori deve essere per forza in Trentino la
salvaguardia delle Comunità , dei loro beni con ricaduta diretta sui cittadini. Non riesco a credere che l"Europa imponga
che Vermiglio non abbia più la propria centrale idroelettrica i cui proventi
derivanti dalla vendita dell"energia elettrica confluiscono nella parte
ordinaria del bilancio e garantiscono l"erogazione di tutti quei servizi
necessari affinché si possa cercare di vivere dignitosamente in una località
periferica. Se da un momento all"altro queste risorse dovessero mancare, la
prima cosa che potremmo fare è richiederle alla Provincia, mentre la seconda
andare a tagliare servizi e personale dipendente con un conseguente peggioramento
della qualità della vita dei Nostri cittadini.
Che riflessione ha fatto la Provincia su questo tema, è disposta a
garantire già da subito il buco di bilancio del Comune?" "Quello che lascia perplessi "“ sottolinea quindi
Bertolini - è come in nessun"altra
regione italiana sia stato legiferato in maniera analoga in merito alle
concessioni di piccole derivazioni e come sottolineato dall"inascoltato Sindaco
di Sella Giudicarie Franco Bazzoli in
una lettera inviata al Presidente del Consiglio delle Autonomie locali: "L"Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
(AGCM), nella riunione del 1° settembre 2020, ha redatto alcune osservazioni,
ai sensi dell"articolo 22, legge n° 287/1990, in relazione alla devoluzione
alle Regioni e alle Province Autonome di Trento e Bolzano della competenza
legislativa in materia di assegnazione delle concessioni di grandi derivazioni
d"acqua a scopo idroelettrico, ma non ha mai preso posizione in merito alle
piccole derivazioni. Tutti i richiami fatti in passato dalla Commissione europea
alle Regioni e alle Province Autonome, riguardavano esclusivamente le eccessive
proroghe date alle grandi concessioni. L"Autorità Garante della Concorrenza e
del Mercato è intervenuta per contestare un"elusione dei procedimenti ad
evidenza pubblica e per rilevare una distorsione del principio concorrenziale,
ma sempre solo con riferimento alle grandi derivazioni d"acqua a scopo
idroelettrico." "A questo si aggiunga "“ riprende Bertolini - come il
direttore generale di Assoidroelettrica Taglioli
ha dichiarato che "La Commissione europea ha fatto sapere che per ora i Paesi
possono comportarsi come ritengono sulle concessioni. Senza dimenticare che Austria, Portogallo e Francia hanno già
detto che non metteranno mai a gara le loro centrali". Ora mi chiedo, ma perché allora stiamo facendo questa catastrofe a livello trentino? Cosa si
sta facendo su altri tavoli per cambiare le cose? Che peso ha il nostro
Trentino a Roma e a Bruxelles? E mi chiedo anche, come di fronte ad una questione così
importante, non siano stati sentiti direttamente i territori interessati e
spiegata in modo chiaro la situazione. Ricordo come il 12 e 13 giugno del 2011 abbiamo votato sì
ad un referendum che prevedeva come l"acqua fosse un bene di natura
esclusivamente pubblica, concetto molto diverso dall"aprirne uno sfruttamento
ai privati in concorrenza con i Comuni. Se la legge non verrà cambiata "“ conclude il sindaco di
Vermiglio - andremo sicuramente incontro a tempi
duri e difficili, ad intere Comunità
deluse ed ulteriormente insofferenti alla politica, ad un malcontento
generalizzato nelle valli del Trentino. Io credo invece che la vera battaglia vada fatta ora,
nelle sedi opportune e con tutti i mezzi a disposizione, senza accontentarsi di
mezze misure ma tutelando quello che è il vero interesse pubblico: utilizzare
in modo giusto ed equilibrato la risorsa più importante che abbiamo
riversandone i proventi su progetti di crescita per le nostre Comunità . I Comuni pronti a ricorsi e a difendere le
proprie concessioni penso siano molti, mi piacerebbe avere dalla stessa
parte anche i livelli di governo Provinciale".
