VALLI DEL NOCE. "Basta prelievi dal Noce". Lo dice il
consigliere provinciale di Futura Paolo Zanella che interviene sulla
questione dell"utilizzo delle acque del fiume Noce e del progetto di "tubone
irriguo" promosso dal comparto agricolo della Val di Non. In una nota, il
consigliere pone l"accento sull"utilizzo sostenibile delle risorse idriche
riportando in auge un principio caro agli ambientalisti come il deflusso minimo
ecologico. "Fortuna che la maggioranza leghista doveva essere quella attenta ai
territori. Invece che ascoltarne le esigenze e le proposte è pronta ad
alimentare conflittualità tra due comunità , quella della val di Sole e quella
della valle di Non "“ scrive Zanella -. Il tema è ovviamente quello del
"tubone", che dovrebbe portare per oltre trenta chilometri l"acqua del Noce dalla
val di Peio ai meleti della val di Non e che sta trovando la ferma
opposizione di oltre trentamila cittadini e cittadine, ad oggi inascoltati. Quando
in Consiglio provinciale è stata sollevata la questione, l"assessora
Zanotelli l"ha liquidata come una vicenda in capo a dei privati (il
Consorzio di miglioramento fondiario di secondo grado della val di Non), come
se la concessione per l"utilizzo dell"acqua a scopo irriguo non passasse dalla
Provincia e come se questo mastodontico tubo non avesse bisogno di procedimenti
autorizzativi.
In fondo stiamo solo parlando dell"acqua, bene comune per
eccellenza, che pretendiamo?!" Il problema sta, quindi, per il consigliere nella mancanza della
"capacità di guardare la questione nel suo insieme, all'interno di un
contesto che è drammaticamente cambiato, dominato dai cambiamenti climatici che
già oggi mettono a rischio le risorse idriche. Il Noce è sfruttato già a
partire dai due rami che lo originano e costellato di derivazioni a scopo
idroelettrico lungo tutto il suo corso". "È sostenibile continuare a derivare acqua, pensando di non
impattare sull"equilibrio idrologico e ambientale "“ si chiede -? Che in questo
momento storico si pensi di privare l"alveo del fiume, praticamente dalla sua
origine, di 700 l/s di acqua per portarla in un"altra valle ad irrigare
monocolture intensive è davvero l"emblema di come non si sia compreso il
momento che stiamo vivendo. Alla faccia dei cambiamenti climatici e della
transizione ecologia. Oggi va data priorità alla tutela del deflusso
ecologico dei fiumi, se si vuole preservarne l"ecosistema.
Non possiamo
sfruttare il fiume oltre limiti ragionevoli, motivo per il quale, come
minoranze abbiamo ottenuto, su proposta del collega Manica durante la
discussione della legge sulle piccole derivazioni idroelettriche, una
moratoria al rilascio di nuove concessioni a derivare acqua, sino a quando
sarà aggiornato il Piano di tutela delle acque, confidando in limiti più
stringenti a favore del deflusso ecologico dei corsi d"acqua. Si razionalizzino
piuttosto gli impianti irrigui della val di Non e se proprio necessario si
pompi l"acqua a valle, dal lago di S. Giustina "“ suggerisce infine Zanella -,
ma non si vada a incidere ulteriormente sul deflusso del Noce sin dalla Val di
Pejo. Se l"acqua a valle è più inquinata da fitofarmaci (dati APPA sulla
classificazione dei corpi idrici superficiali, 2014-19), in fondo, è
responsabilità degli stessi che chiedono di poter utilizzare quella più pulita
della val di Sole. Una riflessione seria andrebbe avviata anche su questo
aspetto, perché il problema della sostenibilità ambientale non può che essere
affrontato nel suo insieme".
Attualità
Paolo Zanella: «Giù le mani dal Noce»
Le minoranze ottengono la moratoria sulle derivazioni fino all"aggiornamento del Piano di tutela delle acque
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