PONTEDILEGNO-TONALE. L'azione
che si è appena conclusa sul Ghiacciaio
Presena si ripete autunno dopo autunno. Una consuetudine ormai consolidata,
che va avanti dal 2008. Decine di tecnici e operai della società Carosello,
società impiantistica che fa parte del Consorzio Pontedilegno-Tonale, hanno
scucito i fili che tenevano uniti i grandi teli geotessili che da giugno scorso
hanno ricoperto, come un enorme pannello parasole, lo strato nevoso. La
sapienza dell'attività sartoriale, unita alla tecnologia più innovativa, per
conseguire un obiettivo ambizioso: tutelare il ghiaccio dai raggi solari e
ridurne lo scioglimento (tecnicamente si parla di "ablazione"). Ora tocca ai glaciologi del Muse (il Museo delle Scienze di
Trento) valutare la condizione del ghiacciaio per vedere i risultati raggiunti
e quanta neve invece si è persa comunque con lo scioglimento estivo.
Le
misurazioni fatte ad aprile hanno verificato che l'accumulo invernale aveva
portato lo spessore di neve a quattro metri. Per di più, l'inverno scorso, anche se gli impianti sciistici
erano chiusi a causa della pandemia, sul ghiacciaio dieci cannoni sparaneve con
una portata oraria di 220 metri cubi
sono stati comunque azionati per aumentare e consolidare lo strato nevoso. «Il Presena è una delle meraviglie che la natura ha donato al
nostro territorio. Un vero patrimonio dell"umanità . Per questo vogliamo fare la
nostra parte per preservarlo e farlo ammirare ancora per molto tempo a
residenti e turisti» spiega Davide Panizza, presidente del Consorzio
Pontedilegno-Tonale. L'impegno economico, per la società Carosello, non è certo
marginale: 420mila euro di investimento, per una "coperta" di teli che, anno
dopo anno, è aumentata del 250% fino a superare i 100mila metri quadri.
Il settore coperto con il geotessile ha
evidenziato valori medi di albedo (l"unità di misura del potere riflettente di
una superficie) di 0,64 contro un valore medio di 0,43 per il resto della
superficie glaciale. Il settore coperto in media ha un assorbimento di energia
solare del 36% mentre la superficie non coperta ha assorbito il 57% dell"energia
solare. Complessivamente l"azione del telo nel modulare i flussi
energetici radiativi assorbiti dal ghiacciaio porta, per il periodo di
sperimentazione, ad una riduzione dell"ablazione del 52%. Questa estate, i teli
hanno permesso di salvare 2 m di ghiaccio, in linea con il trend degli ultimi
anni. Fotografie di Mario Mariotti
Attualità
L"estate finisce, il Presena si «scopre»
I tecnici del Consorzio Pontedilegno-Tonale hanno rimosso i 100mila metri quadri di "coperta" che nei mesi più caldi proteggono il ghiacciaio. I glaciologi del MUSE verificheranno successivamente le condizioni dello strato nevoso
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