Sono in corso in queste ore i
test sierologici programmati anche nel comune di Vermiglio. Non daranno una «patente di immunità » al Covid-19, ma
forniranno dati epidemiologici importanti per ricostruire a posteriori
l"andamento del contagio e capirne meglio l"evoluzione futura.
Attraverso un prelievo del sangue sarà possibile rilevare l"eventuale contatto con il virus Sars-CoV2.
I prelievi richiedono due tre giorni per ciascun Comune (Borgo Chiese, Campitello di Fassa, Canazei, Pieve di Bono-Prezzo e Vermiglio): la partecipazione della popolazione è stata volontaria e in totale saranno coinvolte circa 7200 persone, di cui 1644 a Vermiglio. Il progetto di sorveglianza attiva è stato avviato dall"Azienda provinciale per i servizi sanitari in accordo con la Provincia autonoma di Trento e la supervisione dell"Istituto superiore di sanità , che avrà il compito di analizzare i campioni raccolti.
Nello studio è stata coinvolta la popolazione dei cinque Comuni del nostro territorio in cui è stata evidenziata una più alta prevalenza di infezioni da Covid-19 dall"inizio della pandemia. I Comuni coinvolti hanno tutti una prevalenza di positivi superiore al 2% (al 31 marzo): Borgo Chiese (2,83%), Campitello di Fassa (3,23%), Canazei (3,34%), Pieve di Bono-Prezzo (2,21%) e Vermiglio (2,56%).
L"obiettivo principale dello studio è quindi quello di stimare la presenza di anticorpi anti Sars-CoV2 nella popolazione di tutte le età ad eccezione dei bambini sotto i 10 anni nell"intera area coinvolta, per Comune, per età e per sesso. Obiettivo secondario è testare, in un campione di popolazione, la concordanza dei risultati sierologici con quelli effettuati sui tamponi di pazienti con sintomi. Infine, lo studio prevede la possibilità di effettuare un secondo prelievo a distanza di tempo che permetterà di fare ulteriori valutazioni relativamente ai comportamenti degli anticorpi contro Sars-CoV2.
«Abbiamo proposto alla popolazione dei cinque comuni trentini "“ ha sottolineato il direttore generale di Apss Paolo Bordon "“ di partecipare su base volontaria a questa indagine epidemiologica attraverso i test sierologici che consentirà di capire quali azioni di sanità pubblica intraprendere per contenere l"epidemia. Voglio evidenziare che il test sierologico non ha carattere diagnostico e non va interpretato come una «patente di immunità » al Covid-19; andranno sempre rispettate le misure precauzionali come il lavaggio frequente delle mani, il distanziamento sociale e l"uso delle mascherine».
