TRENTO. La tassa di soggiorno aumenterà così come previsto. Con 21 no, 5 sì e tre astenuti, è stato bocciato l"ordine del giorno proposto dal consigliere del Patt Michele Dallapiccola che impegnava la Giunta a stralciare con effetto retroattivo la proposta di aumento della tassa di soggiorno prevista a partire dal 1 dicembre di quest"anno. Un provvedimento giudicato "a dir poco inconcepibile" per il consigliere che si è mostrato preoccupato per il settore del turismo, per il quale si assiste "durante questa quarta ondata di pandemia a un ulteriore momento di contrazione".
"Che anche quella di soggiorno sia una tassa antipatica a tutti è un dato di fatto "“ si legge nel provvedimento -. Certo da quando è stata istituita in Trentino si è cercato di lenire il disagio mettendola a disposizione di turisti e imprenditori proprio nella zona dove viene raccolta.
Con la vecchia legge il gettito della tassa di soggiorno ritornava direttamente ai territori maggiorato del 40% circa attraverso un fondo perequativo. Oggi invece gli albergatori si trovano a effettuare questa antipatica operazione con una prospettiva diversa rispetto al passato. L'introito di questa imposta finirà nel grande calderone provinciale e da qui diviso tra mille confusi rivoli. Assessorato, Tavoli vari, Cda della Trentino Marketing, ATA, Ambiti, Comuni in trasferimento d"ambito, fusioni di ambito ancora in fieri: sono solo gli accenni a tutte le azioni della politica assai poco chiare al singolo imprenditore. In gran sintesi, sul dove investire il frutto della raccolta della tassa di soggiorno - ora - il sistema turismo provinciale voluto dalla Provincia, contiene cinque o sei livelli decisionali. Si presume tutti a favore del sistema turismo.
Visti da dietro al bancone di una qualsiasi reception di hotel sembrano quasi nascosti e sparsi dietro ad una grande nebbia".
L"assessore al turismo Roberto Failoni, dichiarando il suo no deciso, ha detto che gli albergatori hanno capito la riforma e sanno benissimo che tutti i proventi della tassa tornano ai territorio, mentre l"odg descrive un Trentino che non esiste. "La tassa di soggiorno - ha aggiunto - non incide sull"offerta turistica". Dallapiccola ha ribattuto che l"odg nasce dall"ascolto del disagio di molti operatori. Anche Pietro De Godenz è intervenuto nel dibattito affermando di non condividere l"odg e ribadendo che è sbagliato avere una tassa di soggiorno unica in tutte le zone, perché dovrebbe servire a fornire servizi.
