CALDES. La mostra "Huomini d"armi, lettere e religione. Solandri illustri dal Cinquecento al Novecento" che dal 9 ottobre 2021 al 9 gennaio 2022 è stata ospitata a Castel Caldes rimarrà aperta fino al primo maggio. Da oggi al 20 marzo la mostra sarà visitabile solo su prenotazione.
La mostra è stata visitata da circa 1.855 persone in 55 giorni d"apertura (con una media di circa 34 visitatori al giorno), con 1722 visitatori e 133 partecipanti agli eventi collaterali come le visite teatralizzate e le presentazioni di libri. Essa documenta l'attività di alcuni dei più importanti personaggi che, nel corso dei secoli, hanno avuto i natali nella Val di Sole e tra questi, in particolare, quanti hanno dato un contributo significativo alla cultura e all'arte del loro tempo.
Articolata in cinque sezioni la mostra fa conoscere le
vite di questi personaggi con racconti, ritratti, stampe, libri, medaglie,
sculture e fotografie. Figura solandra di primo piano fu ad esempio Jacopo Aconcio di Ossana (1492/1520 -
1566/67), erudito, diplomatico e uomo di legge a Vienna, Milano, Basilea e
Zurigo, che visse a Londra, dove accompagnò all'attività di ingegnere quella di
filosofo, dando alle stampe alcuni dei testi più avanzati del tempo sul
tema della tolleranza; o ancora editori, entrambi di Termenago, come Donato Fezzi, (1528-1597), stampatore
attivo sotto il vescovo Madruzzo e poi a Bressanone, e Nicolò Bevilacqua (1510/20 - 1573) formatosi a Venezia e capace di
avviare a Torino la prima tipografia sabauda.
Non manca una sezione sugli
artisti, tra questi il pittore Francesco
Marchetti (1641-1698) e Antonio e
Francesco Guardi (1712-1793), membri di una famiglia di pittori che nel
Settecento fece fortuna a Venezia, o Bartolomeo
Bezzi (1851-1923), maestro che, nell'Ottocento, si cimentò con successo sul
tema del paesaggio, fino ad arrivare al pittore di Caldes, Paolo Vallorz, scomparso pochi anni fa che raggiunse successo e
fama anche all"estero. La rassegna si sofferma anche su alcune figure poco note
come Giovanni Antonio Berera (1711 "“
1799), violinista e costruttore di strumenti musicali qui riscoperto come
incisore. Una sezione è dedicata agli ecclesiastici attivi nella carriera
diplomatica e mecenati d'arte sacra, come Giacomo
Migazzi (1570-1635) o Giacomo
Massimiliano Thun, nativo di Caldes, principe vescovo di Gurk e committente
del pittore Paul Troger. Una sezione
evoca anche il periodo napoleonico con la vicenda hoferiana, i moti del
Quarantotto, i patrioti risorgimentali come il garibaldino Ergisto Bezzi (1835-1920). L'insieme di queste opere provenienti dalle collezioni
del museo, dalla Biblioteca Comunale di Trento, dalla Fondazione Museo Storico,
dal Comune di Caldes, da comuni e parrocchie del territorio, e da collezionisti
privati fornisce un quadro variegato degli interessi e del contributo degli
uomini che, nati in Val di Sole, hanno poi fatto fortuna e si sono affermati al
di fuori di essa, mantenendo tuttavia sovente stretti legami con il loro
territorio d'origine.
La mostra è curata da Maddalena Ferrari, Salvatore
Ferrari e Denis Ton. INFO Ingresso gratuito ORARI DI APERTURA Da martedì 11 gennaio a
domenica 20 marzo 2022 CHIUSO (Visite solo su prenotazione). Nei giorni di chiusura
infrasettimanali (escluso i lunedì) nella sede di Castel Caldes è possibile
entrare su richiesta scritta da inviare a booking@buonconsiglio.it o
telefonica (tel. 0461-492811) entro le 48 ore precedenti. Prenota il tuo
ingresso ON LINE oppure telefonando
al numero 0461 492811, tutti i giorni dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle
16.00.
