ROMA. "One health, one earth. Stop food waste". Questo il tema della IX Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare, che si celebra ogni 5 febbraio dal 2014. Nella giornata di ieri è stato presentato il nuovo report dell"Osservatorio Waste Watcher International con i dati del "Caso Italia" 2022, un"indagine promossa dalla campagna Spreco Zero in sinergia con l"Università di Bologna e Ipsos, dedicata come sempre allo spreco alimentare e alle abitudini di fruizione e gestione del cibo. Un modo per studiare l"evoluzione dei comportamenti dei cittadini in rapporto agli sprechi e tracciare un monitoraggio sugli stili di vita e di alimentazione, evidenziando le implicazioni in tema di salute dei cittadini e dell"ambiente, insieme agli effetti della pandemia sui comportamenti di consumo e sugli sprechi. Un"analisi essenziale per la sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile e la prevenzione degli sprechi.
La Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco
alimentare ricorre dal 2014 quando, su iniziativa del fondatore Andrea Segrè, coordinatore Piano
Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare (Pinpas) del ministero
dell"Ambiente, furono convocati gli Stati generali della filiera agroalimentare
italiana.
Dal 2014 ad oggi la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco
alimentare è stata inserita nella Campagna Spreco Zero con l"obiettivo di
sensibilizzare l"opinione pubblica italiana. I dati dicono che si gettano in media 595,3 grammi pro
capite a settimana, ovvero 30,956 kg annui: il 15% in più del 2021. Un dato che
si accentua al sud (+ 18% di spreco rispetto alla media nazionale) e per le
famiglie senza figli (+ 12% rispetto alla media italiana).
Uno spreco che vale
complessivamente 7,37 miliardi di euro. L"indagine 2022 Waste Watcher spiega che tra gli alimenti
più spesso sprecati svetta la frutta fresca (27%), seguita da cipolle, aglio e
tuberi (17%), pane fresco (16%), verdure (16%) e insalata (15%).
