VAL DI NON. Il bilancio 2021 della Cassa Rurale Val di Non "“ chiuso giusto una settimana fa "“ registra numeri a dir poco stellari. In tutti i settori, con grande soddisfazione del presidente Silvio Mucchi e del direttore generale Massimo Pinamonti, che provano ancora una volta la solidità dell'istituto di credito locale, nel quale la clientela nutre una costante ed immutata fiducia. A quasi 4 anni dalla nascita della Cassa Rurale Val di Non dalla fusione delle Casse Rurali d'Anaunia, di Tuenno "“ Val di Non, di Tassullo e Nanno e della Bassa Val di Non, i dati rivelano un continuo crescendo, nonostante un fattore non da poco come l'emergenza Covid, che ha pesato su famiglie ed imprese.
"A tal proposito, la banca saputo dare risposte
personalizzate alla clientela grazie ad un'oculata strutturazione aziendale, un
grande lavoro che ha dato i suoi frutti "“ commenta il presidente -. Il
risultati sono straordinari e derivano da un processo di fusione gestito nel
migliore dei modi e compreso dalla popolazione".
In questi due anni di pandemia
la Cassa Rurale ha dato prova di vicinanza a famiglie ed alle aziende,
tamponando situazioni complesse nel mondo imprenditoriale e contribuendo alla ripresa
dell'economia con l'erogazione dei vari Superbonus, che hanno ridato energia
specialmente al mondo dell'artigianato. Fondamentale per il successo della
banca è l'impegno quotidiano del personale impiegato "“ a cui va la stima e la
gratitudine di Mucchi e Pinamonti "“ unito al sostegno di importanti progetti, a
livello sociale e culturale, portati avanti dalla Fondazione Cassa Rurale Val
di Non. Ora si apre una nuova, grande sfida: la fusione con la Cassa Rurale della Rotaliana e Giovo, territori simili alla Val di Non, per
affrontare nuove prospettive di sviluppo economico e sociale. I numeri
presentati dal direttore generale parlano da soli: l'utile netto ammonta a 12,6
milioni di euro, incrementato del 142% rispetto al 2020. 7,9 milioni
è il totale degli accantonamenti, con un'incidenza del credito deteriorato
netto sul totale dei crediti che si avvicina allo zero (0,53%).
Il patrimonio
ha raggiunto lo scorso anno i 175 milioni di euro, con un indice di
solidità aziendale della banca Cet1 del 28,7%: uno dei valori più alti
d'Italia più del doppio della media delle banche nazionali (14%). La
raccolta totale è di 1 miliardo e 700 milioni di euro con un 10,5% di
incremento rispetto all'anno precedente, pari a 166 milioni in più. Altri dati
molto positivi si ricavano dal risparmio gestito (+24%) e dagli impieghi vivi (780
milioni di euro, un aumento del 6%), derivanti soprattutto dai mutui casa
ed agricoli e dai bonus edilizi. 120 milioni di euro è il totale delle
prenotazioni per gli acquisti del Superbonus, di cui 45 milioni acquistati e
rientrati in Cassa Rurale. "Dati che ci consentono di guardare al futuro con
una certa sicurezza, alla luce di ciò che vorremmo concretizzare con la Cassa Rurale della Rotaliana e Giovo, da cui abbiamo ricevuto apprezzamenti per il
nostro modello di gestione" rilevano infine il presidente ed il direttore
generale.
